Oscar Olivera in sciopero della fame
Da una settimana Oscar Olivera, portavoce della Coordinadora en defensa del agua y vida di Cochabamba, in Bolivia, ha iniziato assieme ad altri attivisti dei movimenti sociali locali uno sciopero della fame per protestare contro il licenziamento di un operaio, Alejandro Saravia, cacciato dalla fabbrica di scarpe Manaco, controllata dalla multinazionale Bata. La protesta si sta allargando ai sindacati boliviani che hanno annunciato una mobilitazione contro il licenziamento. E la…
Contro la Bolivia, Telecom chiede 500 milioni di dollari
La multinazionale italiana va avanti nella sua azione «legale» contro la decisione del governo boliviano di nazionalizzare la Entel, impresa di telecomunicazioni controllata da Telecom Italia. Un esempio di rapacità del capitalismo made in Italy.
La Nigeria chiede gli arretrati alle multinazionali
Il governo nigeriano del presidente Umaru Yar’Adua ha ordinato alla compagnia petrolifera nazionale di chiedere 2 miliardi di dollari di royalties arretrate alla Shell e alla ExxonMobil, accusate di non aver pagato le tasse e i diritti di sfruttamento per i giacimenti off-shore davanti le coste della regione petrolifera del delta del fiume Niger. Le due multinazionali negano ogni addebito e dicono di aver rispettato i contratti di Production sharing…
Telecom Italia non molla Entel in Bolivia
Il governo di Evo Morales, dal primo maggio scorso, ha nazionalizzato Entel, scoietà telefonica controllata dalla multinazionale italiana. Telecom Italia non accetta i termini del governo boliviano e ha fatto ricorso alla Banca mondiale. A che punto siamo?
Un tribunale popolare in difesa dell'acqua
A Cordoba, in Argentina, i movimenti sociali portano in giudizio la multinazionale idrica francese Suez. Per chiedere la fine della privatizzazione dell’acqua.
I guai indiani della Coca cola company
Il colosso mondiale delle bevande gassate non sta vivendo tempi facili in India. L’opposizione delle comunità allo sfruttamento massiccio delle fonti di acqua dolce per l’imbottigliamento della Coca-cola e delle altre bibite della multinazionale di Atlanta, ha infatti dato il via a una campagna che in pochi anni si è diffusa a macchia d’olio in tutto il paese, e che è riuscita a ottenere alcune vittorie importanti. Uno degli stabilimenti…
La ritirata delle multinazionali dall'Italia
I dati del rapporto Factbook 2008 presentanto dall’Ocse sono piuttosti chiari: in Italia le imprese multinazionali contano meno di quanto sembri e la loro presenza è in forte riduzione. Sono soltanto dodici su cento infatti gli occupati alle dirette dipendenze di aziende straniere, mentre in Francia la percentuale cresce al 15,7 per cento, in Belgio arriva al 32 per cento e in Germania al 26,2 per cento [in Irlanda tocca…
La corsa all'oro del ventunesimo secolo
E’ in corso da qualche giorno una guerra di «offerte pubbliche di acquisto» e di spostamenti di pacchetti azionari che nei prossimi mesi potrebbe produrre un colosso in grado di controllare un terzo del mercato mondiale dell’oro. La Rio Tinto, una delle più importanti multinazionali aurifere mondiali, ha ricevuto l’offerta di un’opa «ostile» da parte di un altro colosso del settore, l’anglo-australiana Billiton Bhp. L’offerta vale 147 miliardi di dollari,…
PetroChina sorpassa ExxonMobil
La mappa del potere petrolifero è da riscrivere. PetroChina, la compagnia petrolifera statale cinese, ha esordito lunedì alla borsa di Shanghai e immediatamente la sua capitalizzazione l’ha portata in cima alla classifica dei colossi dell’oro nero. PetroChina «vale» oggi qualcosa come mille miliardi di dollari, più del doppio di quella che fino a poche ore fa era considerata la più ricca tra le sorelle del greggio. Il gruppo statunitense ExxonMobil…
Dietro la sentenza di condanna di Microsoft
Lo scorso 17 Settembre il Tribunale di Prima Istanza della UE ha confermato una multa da 497 per Microsoft. Ma la partita non è solo economica, nè tecnologica. Ecco perché
I mobili Ikea vanno a petrolio
Nei giorni scorsi Vecchiano [in provincia di Pisa] si sono svolte alcune importanti assemblee cittadina per discutere la richiesta di Ikea di aprire a Migliarino una mega-area commerciale, nella quale non ci sarà solo il suo ipermercato, ma anche quelli di altre società che vendono computer, abbigliamento sportivo, attrezzi per bricolage e forse anche prodotti alimentari. A fronte degli 850 posti di lavoro che Ikea sventola per ottenere l’approvazione, sono…
Di chi è il petrolio?
Ci sono voluti alcune centinaia di morti perché i “grandi” giornali italiani, e i telegiornali, facessero entrare la Nigeria nel racconto del sequestro dei quattro tecnici dell’Agip rapiti lo scorso 7 dicembre. L’esplosione dell’oleodotto alla periferia di Lagos, con le immagini di corpi carbonizzati, ha superato la reticenza dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni [il manifesto, soprattutto] hanno continuato a parlare del sequestro compiuto dai guerriglieri del Movimento…
Banditi
Ci sono voluti quattro morti perché finalmente anche sulla stampa italiana “ufficiale” si scoprisse che nel Delta del fiume Niger, il cuore petrolifero della Nigeria, le cose non vanno come dovrebbero. Non è esattamente una novità. Nella scorsa legislatura, ci sono state molte interrogazioni parlamentari a proposito della politica della multinazionale petrolifera italiana Eni in Nigeria. Il governo Berlusconi si è limitato a copiare i comunicati stampa dell’Eni. L’azienda ha…
La corsa all'uranio
DOPO PIÙ DI VENT’ANNI, in Italia torna la minaccia dell’uranio. Siamo in Lombardia, più precisamente in alta Val Seriana. Proprio sotto la terra di Novazza, frazione del piccolo paese di Valgoglio, in provincia di Bergamo, all’inizio degli anni ottanta furono trovati giacimenti d’uranio. E proprio qui si decise di terminare l’«avventura nucleare» chiudendo le miniere. La Metex Resources, multinazionale australiana con tre picconi che campeggiano sul logo, dopo aver esplorato…
Un pranzo a Baghdad
Potrà sembrare strano che, mentre in Iraq succede quel che succede, Carta se ne esca con un numero monografico sull’agricoltura e il cibo. I ritmi dell’”attualità” sono tali che chi non corre resta indietro, o per lo meno sembra un po’ strano. Potremmo cavarcela dicendo che sono gli imprevisti di fare un settimanale, che è inevitabilmente spiazzato dalla quotidianità (a meno che non sia così ricco da poter buttare via…
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