Tutta colpa del caldo sole autunnale: il risveglio dai torpori per le celebrazioni del successo di Scanzano, un anno dopo, pochi lo avevano previsto. Anche quelli del Comitato anti Centrale non pensavano di assaporare di nuovo l’aria di mobilitazione che lo scorso anno ha travolto Scanzano prima e Rapolla poi, costringendo il governo a ritornare sui propri passi.
Eppure, quella di lunedì 25 ottobre, è stata una mattinata straordinaria a Pisticci, paese di nove mila abitanti in provincia di Matera, dove sei mila persone hanno partecipato a un colorato corteo promosso per protestare contro la mega centrale a turbogas che ora si vuole imporre in Val Basento e per la quale il ministero dell’ambiente ha dato parere positivo alla procedura di Valutazione di impatto ambientale.
Un anno dopo il successo contro il progetto del governo, esportare scorie nucleari a Scanzano Jonico, dunque, un’altra protesta popolare attraversa la Basilicata: il Comitato anti Centrale di Pisticci “www.pisticci.org/noallacentrale”:http://www.pisticci.org/noallacentrale] è riuscito a coinvolgere migliaia di persone, nonostante la scelta di manifestare durante un giorno feriale e nonostante il silenzio di sindacati e della Regione Basilicata. Persino il Comune, governato dal centrosinistra, che inizialmente era lontano dalle posizioni del Comitato si è dovuto “arrendere”, schiacciato dalla protesta popolare, e ha partecipato con il proprio gonfalone alla manifestazione insieme a decine di associazioni locali. Anche le scuole e gli esercizi commerciali del paese sono rimasti chiusi. Hanno aderito al corteo anche alcuni Comuni della provincia di Potenza.
Il Comitato chiede la riconversione dell’attuale centrale di Pisticci, centrale che brucia oli combustibili provocando molto inquinamento, e non la trasformazione in un mega centrale da 800 mega watt come prevede il governo, con un’offerta energetica ben superiore al fabbisogno regionale [il Piano Energetico regionale parla di un fabbisogno di 400 MW per tutta la regione]. Il Consiglio comunale, su pressione del Comitato, si è dichiarato disponibile a “trattare” al massimo per una centrale di 200 megawatt. A proporre la nuova mega centrale è Energia Spa, azienda costituita nel 1999, con le prime fasi di liberalizzazione.
Il governo sembra completamente sordo alle richieste dei cittadini di Pisticci e dei comuni vicini. Nel settembre 2004 si è concluso favorevolmente la procedura di “Valutazione di impatto ambientale” al ministero. Così, in queste settimane è tornato a farsi concreto il rischio per le popolazioni della Val Basento: una mega Centrale potrebbe essere alle porte.
Contro quel progetto e per proporre un modello energetico in grado di ridurre progressivamente la dipendenza dei combustibili fossili favorendo l’utilizzo di fonti energetiche pulite e rinnovabili, è stata promosso il corteo che si è concluso con un breve intervento di Michele Leone, parroco di Pisticci. Don Michele, che non ama troppo stare al centro delle attenzioni e che tutti apprezzano anche per il suo linguaggio semplice e sobrio, ha prima invitato a riscoprire il senso del bene comune e poi, tra gli applausi dei manifestanti, rivolgendosi ai politici che finora non hanno ascoltato le richieste e le proposte del Comitato, ha concluso: “Qualche anno fa c’era chi accusava i preti oscurantismo: oggi sono altri a sostituirsi ai sacerdoti. A Roma, in questi giorni, parlano di devolution, qui con queste battaglie territoriali, abbiamo cominciato ‘la rivoluzione’”.





