Un cantiere a Civitavecchia

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Il popolo inquinato torna in piazza. Anche questa volta per esigere la tutela della salute e dell’ambiente e per rivendicare il diritto alla partecipazione nelle scelte per un futuro diverso. È questo il senso dell’appello “Né a Civitavecchia né altrove” lanciato dal Movimento no coke alle istituzioni e agli amministratori locali, regionali e nazionali, ai partiti, alle associazioni, ai forum e ai comitati di tutto il Lazio ma anche di Livorno, di Porto Tolle, di Brindisi, della Val di Susa…

Il Movimento no coke alto Lazio, in collaborazione con la redazione di Carta, ha invitato così tutti i cittadini a Civitavecchia, sabato 13 maggio, per partecipare alla giornata di mobilitazione contro l’uso del carbone nella centrale Enel Torre Valdaliga nord e nel resto del paese.

In tanti a produrre energia sociale, rinnovabile, pulita e riproducibile dappertutto che sarà messa in rete già a partire dalla mattina di sabato nell’assemblea “Energia sociale. Un cantiere nel Lazio”, promossa dal Movimento no coke e da Carta, con gli interventi di Serge Latouche, Paolo Cacciari, Andrea Masullo, dei comitati e di chi chiederà di parlare. Poi il pranzo in piazza e alle 15,30 il corteo per le vie della città. Alla fine, ancora gli interventi dei movimenti e delle associazioni, per finire la serata con il concerto del gruppo “Radici nel cemento” e altre band di “musica resistente”.

Una giornata e una data scelte non a caso: mentre si discute la formazione del nuovo governo e continua la campagna elettorale per le amministrative (si vota anche a Civitavecchia e in altri novanta comuni del Lazio, Roma compresa), i comitati, i movimenti e le associazioni si incontrano dunque per fa sentire le proprie ragioni, per fortificare le reti che già esistono e costruirne di più fitte e solide.

L’appuntamento fissato a Civitavecchia, che ha già raccolto molte e significative adesioni, serve innanzitutto per dire ancora una volta no al carbone in un comprensorio gravato da cinquant’anni di produzioni inquinanti e di servitù Enel. No lo avevano detto due anni fa i cittadini in un referendum di cui non hanno tenuto nessun conto né l’allora sindaco né tantomeno l’ex governatore Storace, che hanno lasciato all’Enel la libertà di operare senza vincoli. No al carbone continuano a dirlo i comuni del comprensorio oltre che le due province interessate, Roma e Viterbo. No lo dicono le associazioni di medici, farmacisti, avvocati, insegnanti che da anni lavorano nel movimento…

Ma l’appuntamento a Civitavecchia è anche l’avvio di un cantiere dove le tante “vertenze”, note e meno note, cominciano a lavorare insieme e a darsi forza per proporre le alternative possibili, che ci sono, al carbone, agli inceneritori, all’acqua privatizzata, ai consumi di risorse senza limiti, ecc. Cercando ascolto presso i nuovi parlamentari, i ministri e gli amministratori locali che avranno l’intelligenza di farlo.

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