Mille più mille

Cari lettori e lettrici, amici e amiche, soci e socie, questo non è l’ennesimo e generico appello a sostenere Carta, ad abbonarsi e ad acquistarlo in edicola con regolarità. È un ragionamento che secondo noi ha una sua coerenza.
Le cose si fanno per convinzione e per piacere, in generale, e molto meno per dovere, per fortuna. Quanto al piacere, abbiamo dedicato gli ultimi mesi a rendere il settimanale, il sito e il quotidiano on line, i libri, più gradevoli da leggere, più vari, interessanti e curiosi. Non sappiamo se ci siamo riusciti a pieno, però le cifre delle vendite in edicola [in modesta ascesa] e quelle delle statistiche del sito [esplosive da marzo in poi] ci direbbero che un po’ sì, abbiamo migliorato il nostro lavoro. Ma quelle cifre ci dicono un’altra cosa: che Carta, come anche l’associazione Cantieri sociali, sono forse diventate – nella percezione di più persone – un po’ più utili. A che cosa? Le elezioni hanno certificato due connotati della politica. La prima: la sinistra politica è precipitata nella crisi che si preparava da anni, ben oltre la scomparsa dal parlamento. La seconda: più che l’allegria berlusconiana dell’«arricchitevi», come nel 2001, a vincere sono stati la Lega al nord, Alemanno a Roma e Lombardo in Sicilia, ossia le maschere del territorio «cattivo», quello delle tradizioni inventate, della competizione e della caccia al diverso. Perciò abbiamo convocato il «Cantiere dell’altra politica», la settimana prima delle elezioni, da cui è poi derivata la «lettera collettiva» intitolata appunto «L’Altra politica». La cui tesi fondamentale è che democrazia, legame sociale e un’economia non distruttiva si possono costruire stringendo i nessi tra ogni genere di organizzazione sociale. Che insomma c’è un’energia molto grande, la quale fatica a trovare forme di espressione tali da ostacolare davvero la «secessione sociale» promossa dalle destre al governo. La sinistra è caduta e gli argini sono rotti, e movimenti e reti sociali non hanno più alibi: adesso tocca a loro.
C’è un detto latino che si adatta bene a questa situazione: «Festina lente», affrettati lentamente. Noi sappiamo bene come i tempi della società civile non dipendano dal ritmo delle elezioni o degli avvenimenti politici, però sappiamo anche che decisioni drammatiche sull’espulsione di centinaia di migliaia di persone, o sulla ripresa del nucleare, o sull’aggressione a chi si oppone all’Alta velocità o al Ponte sullo Stretto, e un clima di intolleranza verso gay e lesbiche, e così via, che insomma tutto questo è è vicino.
Del piacere abbiamo detto. La convinzione dovrebbe consistere nel fatto che questa lenta fretta nel costruire un’altra politica può contare sul nostro piccolo ma tenace, e non disprezzabile nelle dimensioni, «mezzo di comunicazione sociale». Averlo inventato, dieci anni fa, è meno casuale e bizzarro di come apparve allora a molti nostri amici. Il momento in cui possiamo davvero essere utili è esattamente questo. Perciò l’associazione Cantieri sociali si dà da fare per connettere e promuovere. Perciò moltiplichiamo il lavoro sul sito e ci sforziamo di fare un settimanale più pronto, più aperto al dibattito e più capace di indagare i fenomeni sociali. Ma il sito è gratis per chi lo legge. E noi dipendiamo interamente dagli abbonamenti e dalle vendite in edicola.
Ecco, se tutto questo ha qualche senso, è troppo chiedere ad amici e amiche, abbonati e abbonate, soci e socie, di decidere di comprare il giornale con più regolarità, di farlo conoscere, di partecipare agli incontri dei Cantieri, di abbonarsi e di trovare altri disposti a farlo, di sottoscrivere il 5 per mille per l’associazione, in una parola di entrare a far parte della nostra compagnia? Non si tratta di tirare a campare, ma di fare il salto in lungo, se ci riusciamo. Abbiamo bisogno di mille copie in più in edicola e di mille abbonati in più, non diciamo di cinquemila in più, quanti sono in confronto allo scorso anno quelli che ogni giorno visitano il sito. Per cortesia, chiedetevi che cosa volete fare per arginare la marea nerastra che sta salendo, e se Carta è utile a questo scopo.

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