Fine d'anno a rischio. Carta ce la farà?

Conto alla rovescia. Negli ultimi dieci giorni dell’anno, cioè fino al 31 dicembre 2007, si gioca la sorte della cooperativa editrice Carta. Se riuscissimo a incamerare le 200, o meglio ancora di più, quote o abbonamenti sostenitori da 500 euro, in aprile, quando ci troveremo di fronte ai revisori del bilancio, potremo dire: il nostro bilancio 2007 si è chiuso, appunto il 31 dicembre, in modo sano. Quindi otterremo la famosa certificazione, grazie alla quale avremo diritto a continuare a usufruire delle provvidenze di legge [circa 500 mila euro l’anno]. Ad oggi siamo a 129 quote, ma molòte sono annunciate. Ed è per aumentare le possibilità di arrivare a quel risultato che abbiamo messo in vendita insieme, in un unico «pacco», il settimanale e il mensile [che si occupa abbondantemente di informazione indipendente e di informazione dipendente], al prezzo complessivo di 10 euro, invece dei 6 che i due periodici costerebbero: un piccolo margine, la possibilità di darci una mano anche per chi non ha 500 euro, e nemmeno 100, in questi tempi di fine-del-mese a corto di ossigeno.
Noi siamo fiduciosi. Abbiamo lanciato l’allarme, cinque anni dopo l’ultima raccolta di quote, quasi alla fine di novembre, e in queste poche settimane è accaduto quel che i messaggi che pubblichiamo su www.carta.org testimoniano. E che si può riassumere in una sola parola molto desueta: dono. Chi se lo può permettere, o chi non può ma cerca altri complici, ci ha regalato 500 euro, la metà o quasi del salario di un tranviere, per una semplice ragione molto irragionevole, che è fatta di compartecipazione, cooperazione, amicizia e affetto. Dal missionario comboniano Alex Zanotelli al circolo di Rifondazione di Bari «Karl Marx», dalla cinque quote che sono arrivate dalle Valli di Susa riunite a quella del Presidio No Dal Molin, dalla signora ligure che «ne ho discusso con mio figlio» ai senatori e deputati della sinistra, fino alle cena sociale nella comunità delle Piagge, a Firenze, molte persone di molti generi, età e culture, sentono propria l’impresa di Carta. E se anche non riuscissimo a raggiungere quell’obiettivo, quel che resterebbe è che abbiamo fatto un lavoro che molti avvertono come proprio. Vi pare poco?
Per non arrenderci al mercato [cioè a una distribuzione omicida, i costi di carta e stampa ecc.] in questi anni abbiamo tenuto basso il costo del lavoro, sebbene con giustizia: chi lavora con noi ha un salario modesto ma dignitoso, con la certezza che tendenzialmente si tratta di un lavoro stabile: e chi diventa giornalista professionista, avrà il minimo sindacale.
Poi lavoriamo incessantemente a limare i costi [e rifare il settimanale ha anche questa ragione], pur tenendo i prezzi di quel che produciamo più bassi possibili. Allo stesso tempo, non cerchiamo pubblicità commerciale, ma etica, e questo ha comportati dei vantaggi economici: perché chi inserisce pubblicità da noi sa di venire percepito dal lettore – giustamente – come affidabile. Ancora, abbiamo un’unica banca, che infatti si chiama Etica, che con noi non ha mai perso un soldo, anche se ci ha concesso sempre fiducia, nei limiti delle leggi e delle sue stesse compatibilità.
Quanto al «marketing» abbiamo fin dall’inizio diversificato il prodotto, come si dice: non ci siamo appesi solo al settimanale in edicola, ma abbiamo promosso il più possibile gli abbonamenti; abbiamo investito nel sito e nel quotidiano on line, anche se fino a qui è stato un investimento [modesto per altro] in perdita, però presto comincerà a rendere; abbiamo pubblicato molti libri [soprattutto insieme a Intra Moenia] e dvd che hanno sempre prodotto utili [modesti], e ora la vendita on line attraverso la bottega [bottega.carta.org] comincia a dare soddisfazioni; infine, abbiamo fortemente scommesso sulla nuova sede, a Roma, perché crediamo che uno «spazio pubblico» culturale e di dibattito possa anche essere un affare.
Sono solo accenni. Chiunque abbia «investito» e vuole investire su Carta [le informazioni su come aderire entro il 31 dicembre 2007 a «Carta prende quota» sono su www.carta.org e nel settimanale in edicola] può venir qui e noi gli spiegheremo tutte le cose con più dettagli. Grazie e buon anno nuovo a tutti.

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