Nuovo incontro tra sindacati, Alitalia e Air France

Un migliaio di lavoratori dell’Atitech di Napoli hanno accolto i partecipanti akk’incontro tra Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France-klm, il presidente dell’Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati. Con striscioni, bandiere del Sdl, di Filt-Cgil, di Cub, e tamburi, i dipendenti della società hanno protestato di fronte alla sede di Alitalia a Roma contro il piano di cessione dell’azienda al grido di «Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta». E non erano gli unici a protestare, alla Magliana c’era anche un sit-in dei lavoratori del call center e del centro elaborazioni dati, minacciati dal piano Air France-Klm che prevede il trasferimento a Parigi delle attività svolte a Roma.
Per quanto è trapelato dall’incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia in cui Spineta ha illustrato la nuova proposta per l’acquisizione della compagnia italiana, non sono emerse novità. E’ l’obiezione fatta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali nel corso degli interventi del primo giro di tavolo seguito a quelli del presidente di Alitalia Maurizio Prato e del numero di Air France-Klm, Spinetta. «Dalle parole di Spinetta–riferiscono fonti sindacali–non ci sono novità sui temi relativi ad esuberi, cargo e perimetro aziendale rispetto alle aperture che avevamo letto sulla stampa». Ieri sera infatti, si erano prospettate «aperture» nei confronti dei sindacati e Air France aveva detto di voler «trattare a oltranza». E secondo il Sole24ore, la nuova scadenza potrebbe essere l’11 aprile, data entro la quale il governo dovrebbe, si viene raggiunto un accordo con i sindacati, sbloccare gli ammortizzatori sociali. Una affermazione presa per buona dalla borsa: il titolo Alitalia è schizzato al rialzo dopo il crollo dei giorni precedenti. Per i sindacati, che ribadiscono che né il 31 marzo né l’11 aprile la trattativa sarò conclusa, è necessario consolidare il perimetro aziendale includendo anche Alitalia Servizi e bisogna accelerare il piano di investimenti nella flotta. Secondo il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia, «il numero degli esuberi, quantificato da Air France-Klm in 2.100 è assolutamente sproporzionato e una riduzione del 40 per cento è per noi la condizione minima per cui si può iniziare a ragionare per raggiungere un accordo».
Nel corso dell’incontro di questo pomeriggio, Maurizio Prato avrebbe affermato che «le possibilità di dilatare i tempi sono scarse, salvo individuare un percorso condiviso sui temi fondamentali sul tavolo e cioè esuberi, Az Servizi e il cargo».
Intanto il caso Alitalia infiamma la campagna elettorale, e rischia di pesare sul risultato del Partito democratico alle elezioni del 13 e 14 aprile. «Mi auguro – ha dichiarato oggi Veltroni – che la trattativa tra Air France e i sindacati faccia fare un passo in avanti. Credo che potrebbe costituire un elemento importante, in attesa di questa cordata che, al di là degli annunci fatti dopo le cene e le feste, non si è ancora materializzata».
«Al momento l’unica offerta seria e concreta per Alitalia è quella di Air France» ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, intervistato a Porta a Porta. Bersani aggiunge che la compagnia francese «ci mette pochi soldi, però si carica di 3 miliardi di debiti e promette investimenti per 7-8 miliardi nei prossimi 3 anni. Chi si carica di un’offerta alternativa sappia che si parte da qui». Dalla Sinistra Arcobaleno arriva invece la proposta, di un intervento pubblico. «In tanti in Europa difendono le proprie compagnie di bandiera e vorrei evitare che fossimo noi gli unici a non farlo», dice il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, che respinge le accuse di un asse Berlusconi-Bertinotti su Alitalia: «E’ ridicolo che una proposta limpida e autonoma possa essere definita come una proposta che collude con quella dell’avversario politico. Non abbiamo altri interessi se non quelli dei lavoratori e della qualità del servizio per i cittadini».

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