Altri due morti sul lavoro. Oggi il decreto sicurezza

Dopo la manifestazione a Molfetta, oggi è il giorno in cui il consiglio dei ministri si riunisce per varare il documento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che non piace a Confindustria. Ai molti che si lamentano del fatto che per intervenire si aspetti sempre il morto, questa mattina il ministro del lavoro Cesare Damiano ha replicato: «Nei primi due mesi dall’insediamento del governo Prodi, è stato approvato un pacchetto sicurezza in base al quale, in diciassette mesi, sono stati sospesi 3042 cantieri e, secondo l’Inail, sono stati portati alla luce 206 mila lavoratori in nero sconosciuti all’Istituto».
«Il governo dica no alle inqualificabili pressioni di Confindustria», ha detto invece Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil che chiede «al governo di ignorare totalmente le inqualificabili posizioni e pressioni che anche in queste ore vengono da Viale dell’Astronomia». «E’ evidente–ha aggiunto–che le norme sulla sicurezza debbono contenere anche delle pene per chi non le rispetta ed è anche vero che la depenalizzazione di questi anni dei reati connessi alla sicurezza sul lavoro è stata parte del contesto nel quale si è sviluppato il degrado della condizione di lavoro che produce gli infortuni e le morti. Così pure va posto sotto controllo il sistema degli appalti e dei subappalti e deve essere garantito anche un controllo territoriale su un lavoro che è sempre più disperso e frantumato. Confindustria ha mostrato la profonda arretratezza delle sue posizioni e anche la miopia di chi non capisce che la salute e la sicurezza di chi lavora sono un elemento di progresso generale, anche economico, del paese».
«Quello sulla sicurezza sul lavoro è un provvedimento di civiltà. Di fronte a una crescita di morti così drammatica, trovo davvero indecente il fatto che la Confindustria continui a opporsi con i morti ancora sul selciato», ha aggiunto a Radio radicale, il segretario del Prc, Franco Giordano, che ha anche detto che «se Confindustria definisce troppo forti le sanzioni penali significa che le ragioni della vita si fermano sulla soglia del profitto. Cosa ne pensa Veltroni? Sappiamo cosa pensa la capolista Pd nelle Marche, Maria Paola Merloni, che al Corriere della Sera ha detto che non ci vogliono maggiori sanzioni penali».
A Molfetta invece a parlare sono oggi i parlamentari della Commissione d’inchiesta sugli infortuni del lavoro, secondo i quali al momento non risulta che ci sia stato alcun controllo all’autolavaggio Truck Center dove sono morti i cinque operai. Oggi in Prefettura la commissione ha cominciato le audizioni delle forze dell’ordine e delle forze sociali. Dai primi dati in possesso della commissione sembrerebbe che le autorizzazioni per un certo tipo di attività in quell’azienda mancherebbero. «Dietro l’incidente alla Truck Center c’è stata scarsa attenzione» ha detto ad esempio il procuratore della repubblica di Trani Nicola Barbera alla commissione parlamentare; secondo il magistrato non si puà parlare «di fatalità, quantomeno c’è stata una scarsa attenzione a quelli che potevano essere i pericoli, forse perchè non erano conosciuti da chi li stava affrontando. D’altronde non mi risulta ci sia mai stato un controllo sull’azienda da parte dell’Asl». Sono stati anche confermati a domani pomeriggio i funerali delle cinque vittime.
Intanto, questa mattina si è registrato un altro gravissimo infortunio sul lavoro a Plemmo di Esine, in provincia di Brescia. In base alle prime sommarie informazioni, un contadino è stato schiacciato da un trattore e ha perso la vita. Sul posto sono ora presenti i carabinieri della compagnia di Breno e i tecnici Asl. Questa notte, invece, un operaio di una ditta che lavora per conto delle Ferrovie dello stato è stato travolto e ucciso da un treno in transito. È accaduto, poco prima dell’una, alla periferia di Milano, in via Cristina Belgioioso, lungo la linea Torino-Milano.

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