Confindustria fa ostruzionismo, domani il decreto

I nomi delle cinque vittime: Guglielmo, Biagio, Michele, Luigi, Vincenzo. E poi un minuto di silenzio seguito da un lunghissimo applauso. Così si è chiusa a Molfetta (Bari), la manifestazione di cordoglio e protesta in memoria dei cinque morti della Truck Center. I decreti attuativi sul testo unico per la sicurezza sul lavoro approderanno domani al consiglio dei ministri, e saranno con ogni probabilità approvati nonostante il dissenso delle associazioni padronali. E’ tuttora in corso un approfondimento con le parti sociali sugli ultimi dettagli, ma resta in piedi la contrarietà di Confindustria all’inasprimento delle sanzioni per quelle imprese che non rispetteranno le regole.
Il governo, per bocca del sottosegretario alla salute Giampaolo Patta ha fatto sapere, in vista di una riunione fissata nel pomeriggio, che «non saranno accettate modifiche all’impianto, compreso quello sanzionatorio», cioè una delle parti contestate da Confindustria, che è favorevole a utilizzare una parte dell’avanzo di gestione dell’Inail, ma ritiene, come ha spiegato il direttore generale Maurizio Beretta «incomprensibile» l’aggravamento di sanzioni a carico delle imprese. «Creare un apparato che punisce indiscriminatamente tutti i comportamenti dell’impresa [dalla scrittura di un documento alla adozione di misure di tutela], ha solo l’effetto di mettere in difficoltà le imprese serie, la parte sana del paese, mentre rischia di far aumentare il livello di economia sommersa». ha spiegato ancora Beretta. Patta auspia intanto che «Confindustria e le altre associazioni datoriali portino un contributo positivo indicando i punti sui quali ritengono esistano incongruenze e criticità e abbandonino una posizione ostruzionistica anche nell’interesse delle aziende che rappresentano». E comunque, ha aggiunto Patta, «l’incontro non è una trattativa che deve chiudersi con la sottoscrizione di un protocollo fra le parti ma è un autonomo atto di concertazione e di confronto democratico del governo il quale deciderà conclusivamente rispondendone al parlamento».
Per il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero, «gli industriali stanno avendo un comportamento inqualificabile. Stanno cercando di rallentare, bloccare l’azione del governo per contrastare l’introduzione di norme sanzionatorie. Ma a questo punto è evidente che se si seguono i canali della normale amministrazione e non si introducono misure più severe, le stragi sul lavoro sono destinate a continuare. Non si può conteggiare la sicurezza sul lavoro come un costo industriale in più». Anche Walter Veltroni, le corso di un comizio elettorale a Massa ha auspicato l’approvazione del decreto: «Sulla sicurezza serve una risposta alta, forte e chiara–ha detto il candidato premier del Pd –C’è bisogno che tutti se ne facciano carico. Mi auguro che domani mattina il governo possa approvare il decreto legislativo. Non c’è nessun intento punitivo se non la constatazione del fatto che ogni anno ci sono mille morti sul lavoro». A quelli del Pd risponde a distanza il segretario nazionale Fiom, Giorgio Cremaschi: «Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, protesta giustamente contro le posizioni inaccettabili della Confindustria che, nonostante la strage sul lavoro, continua a frenare il decreto sulla sicurezza nel lavoro per ostacolare misure rigorose per le imprese’–afferma Cremaschi–Damino ha ragione, ma farebbe bene a rivolgersi a importanti capilista del suo partito che rappresentano in pieno le posizioni della Confindustria. E’ evidente che anche qui siamo di fronte a quel conflitto d’interessi che inquina tutta la politica. Forse se Damiano si rivolge a Veltroni fa prima a superare le resistenze degli imprenditori».

Mail_long
articoli correlati
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia