«Comunque vada sarà un successo». Ecco cosa deve aver detto, col sorriso sotto i baffi, Luca Cordero di Montezemolo ai suoi collaboratori e alla sua erede al trono Emma Marcegaglia, a proposito delle elezioni politiche del mese prossimo. Perchè quale sia l’esito del voto, le posizioni dell’associazione padronale paiono garantite. Adesso Montezemolo ha anche presentato il suo programma, diviso in dieci punti, tanto per farsi intendere anche dai più distratti.
Questa routine comincia a diventare stucchevole: la crisi economica e quella politica colpiscono chiunque, travolgono partiti e bilanci familiari, ma i confindustriali se ne stanno lì tranquilli, sulla riva, a indicare i cadaveri che passano sul fiume. Sono loro la vera Casta da mandare a quel paese, i campioni del liberismo che intascano milioni di euro di sgravi fiscali e finanziamenti.
Intanto piangiamo una strage ininterrotta, di cui i 5 morti di ieri a Molfetta sono solo l’ultimo tassello: gli incidenti sul lavoro, dal 2002 a oggi, hanno causato oltre 9 mila vittime, in pratica quattro morti al giorno di media, domeniche e festivi compresi. Nel 2007, ma sono ancora dati provvisori, i morti sono stati 1.225, e siamo arrivati già oltre 180 in questo scorcio di 2008. Sempre dal 2002, le stime degli infortuni sul lavoro toccano il milione di unità. I lavoratori si sono trasformati in un esercito di Lemmings del celebre videogioco: gente mandata a morire con un macabro colpo di joystick. Si muore come per fatalità. Sono morti senza colpevoli, un po’ come l’evasione fiscale, percepita come un furto senza vittime.






