Si è conclusa ieri la consultaione sul Contratto dei metalmeccanici. La percentuale dei sì all’accordo ha superato il 75 per cento dei lavoratori. «Dai dati emerge una chiara approvazione dell’accordo, di cui prendiamo atto–commenta Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom–Sarebbe sbagliato considerare puramente fisiologico il no del 25 per cento della categoria, che significa oltre 100 mila metalmeccanici in carne ed ossa». Il dissenso sull’accordo diventa particolarmente tra gli operai delle medie e grandi fabbriche, in particolare nel gruppo Fiat, alla Ferrari, alla Piaggio, nella cantieristica, nelle lavorazioni di massa e nelle lavorazioni piu’ difficili e faticose.«Quando un quarto della categoria, più del 35 per cento degli operai, il 50 per cento degli operai delle grandi fabbriche, vota no al contratto, bisogna riflettere», conclude Cremaschi. Per il segretario generale Gianni Rinaldini, «si profila un’approvazione a larga maggioranza, un sì massiccio. Riguardo i no della Fiat di Melfi e della Ferrari, si tratta di due fabbriche che avevano già votato no alla piattaforma. Ci sono fabbriche che votano sì, altre che votano no. E’ la democrazia. E poi da sempre tra i metalmeccanici non c’è un plebiscito».






