Quattro persone sono morte questa mattina a Sant’Egidio di Madonna della Macchia, nel viterbese, a seguito dell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio di cui erano titolari. Le vittime, tutte della stessa famiglia, sono Renato Cignelli e la moglie Rosanna Abbatematteo, Fiorenzo Cignelli e la moglie Elisabetta Tirinnanzi. C’è però anche un ferito, Giandomenico Cignelli, 26 anni, trasportato al centro grandi ustionati dell’ospedale di Terni. La fabbrica, intestata a Renato Cignelli e a conduzione familiare, operava almeno dagli anni novanta ed ha ottenuto regolare autorizzazione per la produzione, detenzione e vendita di materiali esplodenti. Il comune di Castiglione in Teverina, dove risiedevano le vittime, ha proclamato il lutto cittadino. «In quella piccola fabbrica di fuochi d’artificio, a conduzione familiare, c’era un po’ la storia dell’Italia. Una storia ricca di esempi di famiglie che dal nulla, con grandi sacrifici, riescono a mettere in piedi e a gestire un loro attività». E’ il commento della consigliera regionale Anna Pizzo [indipendente Prc], vice presidente della commissione sicurezza sul lavoro. «Nell’esprimere tutto il mio cordoglio, mi unisco al dolore dei parenti delle vittime – continua– e ribadisco che è dovere di tutti vigilare affinché episodi simili non accadano mia più».






