Il ministro del lavoro Cesare Damiano ha presentato martedì il risultato dei controlli sul lavoro irregolare effettuati nel 2007.
Le cifre mettono in evidenza un panorama di quasi completa irregolarità, aggravato dal numero di morti e «incidenti» sul lavoro che non tende a diminuire. Rispetto al 2006, emerge un aumento del 46 percento di lavoratori senza contratto regolare, spesso migranti senza permesso di soggiorno, senza diritti e alcuna sicurezza.
Il settore edile è quello dove si registrano le percentuali maggiori di «nero», con i due terzi delle aziende in difetto: dall’agosto 2006 alla fine del 2007, 206.221 lavoratori erano senza contratto, di questi più della metà sono stranieri [soprattutto provenienti dalla Romania] e su 37.129 cantieri, in cui operano più di 53mila aziende, 33mila non rispettavano le norme.
Anche il settore dell’agricoltura registra dati allarmanti: dopo i controlli della finanza, 11.795 contratti sono stati annullati perchè totalmente fasulli, con punte massime in Puglia e Campania.
«Emersione del lavoro nero e cancellazione di rapporti di lavoro fittizi rappresentano le priorità del governo, cosa che comporta ricadute evidenti anche in tema di sicurezza del lavoro e di riduzione del numero di incidenti–dichiara Damiano–E’ importante continuare anche in futuro ad applicare con rigore le normative esistenti, in particolare la legge 123/2007, in tema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro».
Tags assegnati a questo articolo: diritti






