Emergenza lavoro, tra morti bianche e contratti

Ancora una giornata nera, anzi nerissima, per le morti sul lavoro. Questa mattina ad Andria ha perso la vita un carpentiere di 31 anni precipitando da un’impalcatura; mentre stanotte a Marghera due lavoratori sono morti per asfissia mentre ultimavano delle operazioni di carico. Immediato è scattato lo sciopero dei colleghi, che hanno bloccato i camion carichi di merci, in entrata o uscita dall’area portuale. I sindacati portuali di Cgil, Cisl e Uil hanno dato vita a uno sciopero in tutti i porti di Italia, denunciando come il livello inaccettabile che le morti bianche avevano raggiunto nell’anno appena concluso non accenni a diminuire. «La situazione di scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro che sta provocando una drammatica sequela di lutti ed infortuni – scrivono i sindacati del Veneto – è giunta a un livello intollerabile».
Nel frattempo prosegue anche la protesta dei metalmeccanici, giunta al quinto giorno consecutivo. In Piemonte si sono registrate proteste un po’ ovunque, tra cortei, blocchi stradali e scioperi. Grande adesione anche a Bari tra i lavoratori della zona industriale. Il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, ha dichiarato: «L’ultimatum lo ha dato Federmeccanica e agli ultimatum si risponde o arrendendosi o resistendo. Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di resistere e i lavoratori stanno dando loro ragione».

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