Gli studenti delle belle arti trattano con il governo

La protesta degli studenti delle Accademie delle Belle Arti continua ma cambia faccia. Dopo l’incontro di ieri tra la rappresentanza nazionale degli studenti Afam e il sottosegretario Nando Dalla Chiesa, si aprono altri canali di dialogo con il governo. E’ stato infatti confermato l’incontro del 15 febbraio in cui si terrà un tavolo di discussione a cui parteciperanno il Ministro Mussi, il sottosegretario Dalla Chiesa, il direttore generale dell’Afam Civello e le rappresentanze studentesche.
E’ inoltre in fase organizzativa l’assemblea nazionale degli studenti che si terrà il 24 gennaio all’accademia di Brera a Milano. «L’incontro presso il ministero dell’università e della ricerca – dicono gli studenti– non è stato risolutivo, ma apre alla protesta delle accademie nuovi orizzonti di dialogo e buone prospettive. Il sottosegretario si è dimostrato favorevole a studiare ed attuare dei ‘provvedimenti legislativi’ che permettano agli istituti Afam di rilasciare vere e proprie lauree anziché diplomi accademici. Si è impegnato inoltre nella divulgazione delle equipollenze orizzontali dei titoli in tutte le amministrazioni pubbliche italiane, in maniera da superare ed abbattere il clamoroso equivoco del non riconoscimento del titolo ai fini dei concorsi pubblici. Ha assicurato la formazione di un organo di rappresentanza studentesca nazionale dopo aver sentito il parere dell’assemblea attuale [organo non ufficiale]. Infine ha impegnato il Ministero al monitoraggio, presso le amministrazioni delle accademie, per imporre o verificare l’applicazione della legge 306/97 [norma ignorata dalla maggior parte delle istituzioni] che fissa un tetto massimo al contributo annuale a carico degli studenti. Si verificherà, inoltre, se questo contributo è richiesto a seconda della condizione economica dell’iscritto, come previsto dalla legge».
Nel frattempo una nuova protesta sta coinvolgendo il mondo dell’arte. Le rappresentanze sindacali di Base e la Cub Scuola hanno proclamato per domani lo sciopero nazionale dei modelli viventi, i lavoratori che posano per gli studenti delle Accademie di Belle Arti e nei licei artistici. «Questi lavoratori – affermano i sindacati–hanno subito dal 1999 un graduale processo di precarizzazione, che grazie ad un accordo fra sindacati confederali e ministero competente li ha portati dalla condizione di dipendenti statali a quella di lavoratori con contratto annuale o di prestatori d’opera, senza riconoscimento della figura professionale. Nonostante le numerose richieste di incontro fatte al ministro Mussi e al ministro Fioroni, finalizzate ad applicare anche ai modelli viventi le norme per la stabilizzazione dei precari pubblici – concludono i sindacati–non è stata finora ottenuta risposta». Per sollecitare la risoluzione di questa vertenza le Rdb e la Cub Scuola hanno così indetto lo sciopero nazionale di domani, ed insieme al coordinamento nazionale dei modelli protesteranno nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico all’università la Sapienza di Roma, in occasione della visita del ministro Mussi. I modelli viventi metteranno in atto una performance durante la quale poseranno come soggetti di quadri famosi, con l’obiettivo di dare un saggio della loro professionalità e di denunciare la loro condizione di «modelli viventi di precarietà» . A sostegno della vertenza oltre 60 docenti delle accademie delle Belle arti di Firenze, Roma, Venezia, Carrara, Torino e Reggio Calabria hanno sottoscritto un appello per la stabilizzazione e il riconoscimento della professionalità di questi precari e contro la svalutazione culturale del senso e del ruolo storico delle «Belle Arti» nel nostro paese.

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