I sindacati sono in allarme nel napoletano a causa della applicazione del «piano Marchionne» per l’ammodernamento dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco e la riqualificazione dei dipendenti. Il disegno di ristrutturazione minaccia di mettere in mobilità cento persone. La segreteria provinciale della Fiom ha inviato un messagio di sollecitazione i vertici del Lingotto, esortandoli «a tenere un incontro urgentissimo a Napoli per risolvere positivamente questioni aperte ripristinando soluzioni sindacali corrette». La Fiom sottolinea anche di voler assumere «tutte le iniziative per sbloccare la situazione ricercando sempre un rapporto unitario con Fim, Uilm e Fismic». Marchionne, sostiene la Fiom, sta mettendo a rischio i «buoni propositi annunciati per Pomigliano» violando l’accordo nazionale sulla mobilità sottoscritto a giugno con la consegna delle lettere di licenziamento e il ritiro dei badge a chi non ha intenzione di accedere al percorso mobilità-pensione concordato. Inoltre, alcune aziende partner di Fiat non forniscono risposte ai sindacati sul destino degli interinali. Ieri mattina le tensioni a Pomigliano sono sfociate in un blocco stradale sull’asse mediano che collega l’area industriale alla strada statale 162.






