Solo la sirena dei vigili del fuoco ha salutato per l’uscita delle bare di Angelo, Bruno, Antonio e Roberto, i quattro operai morti nell’acciaieria Thyssen Krupp. Al Duomo di Torino c’erano almeno duemila persone a partecipare ai funerali. «E’ un dolore terribile, c’e’ da impazzire», ha detto tra le lacrime Lino Santino, il padre di Bruno, la più giovane vittima. Sulla bara di Bruno i compagni di lavoro hanno messo una maglietta con diverse foto e le loro firme.
Alla cerimonia funebre, celebrata dall’arcivescovo del capoluogo piemontese Lodovico Poletto, c’erano anche i membri del management della multiazionale dell’acciaio, che fino a doggi erano rimasti molto distanti dal dolore della città. Si sono seduti nei banchi a metà del duomo di Torino e si sono allontanati senza rilasciare dichiarazioni. L’azienda ha fatto sapere che in tutti gli stabilimenti di tutto il mondo del gruppo oggi alle 11.30 è stato osservato un minuto di silenzio e le bandiere sono state abbassatea mezzìasta. Ma gli operai hanno denunciato, nei giorni scorsi, che se ci si ferma per un minuto le macchine delle acciaieri continuano a funzionare, quindi la scelta della multinazionale è puramente simbolica, dopo l’imbarazzante silenzio dei giorni scorsi. E che le bandiere della Thyssen Krupp, almeno a Torino, avrebbero dovuto essere abbassate da giorni.






