La strage di Torino al consiglio dei ministri

Dopo la strage alle acciaierie Thyssen Krupp si è tenuto ieri un incontro al ministero della salute. C’erano il ministro Livia Turco, il sottosegretario Gian Paolo Patta, i sindacati e i rappresentanti dell’azienda tedesca. Come avevano chiesto i sindacati, è stata decisa la riapertura dello stabilimento torinese solo dopo gli accertamenti degli organi di vigilanza dell’Asl e dell’Arpa, il varo di un Piano straordinario di sicurezza per aziende sottoposte a dismissione e l’apertura di due tavoli di confronto a Torino e a Terni. La questione è poi arrivata al consiglio dei ministri di oggi. «Sono state fatte verifiche e approfondimenti–dice il ministro dei rapporti con il parlamento, Vannino Chiti–La legislazione esistente è efficace. Va fatta entrare rapidamente in funzione tutta la parte. Stiamo anche valutando se è necessario introdurre qualche altra misura specifica». «Non ci sarà un decreto ad hoc sul tema della sicurezza sul lavoro, ma il ccceleremo i tempi della delega prevista dalla legge sulla sicurezza sul lavoro che non è ancora in vigore», ha detto il ministro dell’università Fabio Mussi, sottolineando che «la Sinistra arcobaleno ha assunto una posizione comune e questo ha funzionato».

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