«Veltroni compiacente, Calamante indecente», «Incassiamo in lire ma spendiamo in euro»: sono questi alcuni degli slogan scritti sugli striscioni portati dai taxi che da questa mattina paralizzano il traffico del centro di Roma. Decine di tassisti si sono dati appuntamento davanti la scalinata del Campidoglio, molti di questi sono in piazza dalla notte scorsa. «Questo non è uno sciopero–ha detto Loreno Bittarelli, presidente dell’Uri taxi – ma un’assemblea spontanea della categoria che si è riunita in modo democratico e pacifico». La prefettura di Roma è in attesa di ricevere la delibera della Commissione di garanzia sugli scioperi che ha appena chiesto al prefetto Carlo Mosca la precettazione dei tassisti. Il Codacons, invece, chiede l’intervento dell’Antitrust per «liberalizzare le tariffe dei taxi e consentire gli sconti a chi voglia farli».
Nel frattempo, le auto bianche dei taxi si confondono con i furgoni degli «operatori del suolo pubblico autorizzati» che per la giornata di oggi avevano indetto uno sciopero della categoria. «Sono un ambulante regolare», recita il cartellone affisso sul cruscotto dei furgoni. «Una vergognosa campagna di stampa sta criminalizzando un’intera categoria», denuncia l’Aiarc Confesercenti, una delle tre sigle sindacali promotrici dello sciopero.






