«La concertazione deve tenere conto del lavoro del parlamento, ma anche del fatto che ci sono parti sociali che quell’accordo non l’hanno firmato», con queste parole il relatore del disegno di legge sul welfare, Emilio Del Bono del Partito democratico, ha spiegato che in aula si esaminerà il provvedimento sul welfare che recepisce il protocollo del 23 luglio, così come modificato in alcuni punti dalla commissione.
«Il protocollo sul Welfare deve essere approvato entro il 31 dicembre, senza modifica alcuna rispetto al testo della commissione», ha detto poi Del Bono, avviando la discussione generale. Il parlamento ha fatto un «lavoro utile e approfondito di cui bisognerà tenere conto. Ha mantenuto gli obiettivi prefissati. Le coperture del ddl sono rimaste inalterate. Sarà utile a tutti, imprese e lavoratori». All’inizio della seduta, la destra ha chiesto che la discussione venisse rinviata perchè il governo non aveva ancora chiarito su quale testo del protocollo intendesse mettere la fiducia. Ma il presidente di turno, Pierluigi Castagnetti, a nome della presidenza della camera ha affermato che, pur comprendendo il «senso politico della richiesta», il governo interverrà quando lo riterrà e che la discussione procede «secondo il calendario deciso dalla conferenza dei presidenti dei capigruppo».






