Sicurezza? Sì, sul lavoro. Una campagna a Salerno

L’Italia ha primato europeo dei morti sul lavoro: i dati Inail denunciano ogni anno oltre 1300 morti, 250.000 invalidi, 1.200.000 di infortuni. Ma nelle statistiche delle morti bianche non rientrano i morti post-ospedalizzati, quelli che hanno subito incidenti per recarsi al lavoro, i lavoratori in nero, i migranti non regolari, le vittime delle malattie professionali. Per ragionare su queste strage si incontrano oggi a Roma [presso Acrobax, in via della Vasca navale 6, ore 18] collettivi, pezzi di sindacato e centri sociali che vogliono mettere questo tema al centro dello «sciopero generalizzato» del 9 novembre, convocato per contestare il Protocollo su welfare e pensioni del 23 luglio.
Su questi temi, e più in generale su quelli del lavoro, esistono esperienze interessanti promosse da varie amministratori locali. Abbiamo interpellato Massimo Cariello, assessore al Lavoro della Provincia di Salerno [Prc], promotore della campagna «Avanti c’è posto».

Assessore Cariello, anche voi parlate di «sicurezza», ma evidentemente avete altre priorità…
Non è possibile assistere ancora oggi a una palese illegalità nel mercato del lavoro. Operai che lavorano senza alcuna protezione, come nei cantieri autostradali di Eboli, o donne che perdono la vita in quanto schiave di imprenditori senza scrupoli, come nel caso del tragico episodio di un anno fa nel comune di Montesano sulla Marcellana, sono casi non rari che riflettono purtroppo una condizione dilagante in cui versano migliaia di lavoratori in Campania. Per questo abbiamo deciso di promuovere una campagna che ha diversi obiettivi, a cominciare dall’immediato e concreto aumento della sicurezza nei posti di lavoro, ma soprattutto la riduzione della sfiducia nei servizi pubblici, che su questi temi possono fare molto. Con un lavoro molto decentrato e faticoso siamo riusciti, ad esempio, a fare iscrivere in pochi mesi 30.000 disoccupati: ciò dimostra l’esistenza di un vasto mondo sommerso che ha interrotto qualsiasi rapporto con l’amministrazione pubblica.

In cosa consiste esattamente «Avanti c’è posto?».
Ci sono quattro assi di lavoro: la prevenzione degli incidenti, misure per contrastare il lavoro nero, l’inserimento lavorativo di persone con disabilità, le pari opportunità. Sulla prevenzione abbiamo avviato una campagna informativa con servizi su tv, radio, giornali locali ma anche servizi reali, cioè sportelli informativi ai quali possono rivolgersi sia lavoratori che imprese. Inoltre, con Regione, Asl, Inps e Vigili del fuoco, svolgiamo un lavoro di controllo sul territorio, attuando così una normativa, questa sì buona, del governo Prodi. Quanto al lavoro nero, abbiamo creato un Osservatorio, in particolare sul lavoro atipico, che ha offre alcune servizi per favorire la riemersione del lavoro nero. L’Osservatorio è stato presentato nella Piana del Sele, nelle cui campagne ci sono migliaia di lavoratori migranti, vittime di grande sfruttamento. Abbiamo deciso di promuovere anche iniziative sperimentali per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità, denunciando come la stessa pubblica amministrazione è inadempiente, perché dovrebbe assumere per legge altre 650 persone con disabilità. Infine, abbiamo avviato campagna di informazione per favorire l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro.

In particolare sulla «sicurezza» dei migranti cosa state facendo?
Abbiamo avviato un grande progetto, in collaborazione con la Flai Cgil, che ha ricevuto anche un riconoscimento dal ministero del lavoro per i risultati ottenuti. Grazie a quel progetto, che prevedeva degli incentivi, sono state presentate, da parte delle aziende, domande per più di 400 figure professionali, di cui 214 nella sola Salerno. Di queste, circa 60 si sono già trasformate in formali contratti di assunzione: un numero in costante aggiornamento. Inoltre, Eboli e Sarno hanno aperto due sportelli dedicati ai migranti che lavorano nell’agricoltura.

Tags assegnati a questo articolo: lavoro

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Bulgaria Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas 24/29 gennaio carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto