Due giorni per discutere di Napoli, dei suoi problemi ma anche delle sue tante risorse, ruotando attorno ai temi della cittadinanza attiva e della partecipazione, del fare e agire in pubblico, di come costruire una città più includente e attenta alle differenze.
Due giorni per fare incontrare tra loro persone, esperienze e specifici diversi che, spesso in solitudine e inascoltati dalle istituzioni e dalla politica che conta, provano a promuovere e praticare un’altra idea di città, capace di rimettere al centro le persone e non il profitto; di tutelare e valorizzare l’ambiente anziché considerarlo come luogo di sfruttamento e rapina a disposizione delle logiche liberiste; di affermare la natura pubblica dei beni comuni, ad iniziare dall’acqua; di proporre come priorità il superamento delle forme esasperate di precarietà abitativa e lavorativa.
Due giorni di incontro e approfondimento con l’obiettivo di costruire ponti tra le tante «isole» attive che configurano l’arcipelago Napoli, sperando di produrre meticciato e linguaggi comuni, sperando di superare distanze e diffidenze attraverso relazioni accoglienti e pazienti, provando ad individuare terreni e iniziative comuni e condivise.
Due giorni di confronto promossi, in collaborazione con Carta e con l’associazione Cantieri sociali, da un gruppo di uomini e donne che vivono e lavorano a Napoli e nella sua provincia. Prima di tutto persone che in qualche modo sono alla ricerca di un altro modo di pensare alla politica e al rapporto tra cittadinanza e istituzioni.
Persone che vivono il Cantiere non come la conclusione di un percorso ma come prima tappa di un processo per la costruzione di uno spazio permanente di confronto e iniziativa partecipato e libero.
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