Chips&Salsa - Il Manifesto
L’aviazione statunitense ha dichiarato una nuova guerra, questa volta nel cyberspazio. In una nota diffusa dal sito del mensile Wired, si chiede infatti di oscurare «tutti i siti con la parola blog nell’indirizzo» dagli accessi internet previsti per i militari.
Niente diari online, dunque, mentre il resto della rete verrebbe filtrato attraverso un software chiamato Blue Coat che cataloga ogni sito in base ai contenuti decidendo di volta in volta quali bloccare. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che le truppe Usa accedano solo a fonti d’informazione considerate «autorizzate e ufficiali» e con la «reputazione di un media come il New York Times». Le restrizioni sul web per l’esercito americano non sono una novità. Già ora siti come MySpace o YouTube sono bloccati «per ragioni di banda», mentre una direttiva entrata in vigore lo scorso 19 aprile (definita la «più restrittiva dall’inizio della guerra in Iraq») obbliga i soldati a non postare più sui loro diari online o mandare messaggi senza aver ricevuto la supervisione di un ufficiale nel timore che siano diffusi segreti militari. Il nuovo giro di vite rischia ora di oscurare milioni di siti di piattaforma che offrono blog gratuiti come blogspot.com (gestito da Google) o blogsome.
Tuttavia, alcune email pubblicate dallo stesso Wired denunciano il blocco anche della sezione opinioni del Washington Post e del sito meteorologico Weather Undeground. Per fortuna, esistono le contromisure anche sul web: pare che i feed rss, ovvero quei sistemi che i blog utilizzano per tenere aggiornati i propri lettori, riescano a passare i blocchi militari. Una buona notizia per chi crede che l’informazione non embedded, specie quella sul web, possa dare il suo contributo a combattere la guerra in Afghanistan e Iraq.






