La contaminazione da uranio colpisce un altro militare. Questa volta si tratta di un carabiniere originario della provincia di Sassari attualmente sotto cura per un tumore. A denunciarlo oggi è stato Falco Accame, presidente dell’Anavafaf [associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate].
«Nel giro di 10 giorni–ha detto–si è saputo di altro militare in Sardegna, sempre in provincia di Sassari, di tre casi nel Veneto e di un caso nel Friuli. Secondo il Goi, il gruppo operativo Interforze della sanità militare, i casi conosciuti sarebbero 1.991. Al carabiniere è auspicabile venga data una pronta assistenza e gli indennizzi».
Nel frattempo però il Governo in carica dice ancora Accame «deve adottare tutti i provvedimenti necessari tenendo conto che non e’ stato applicato il principio di precauzione e che per almeno 6 anni i nostri militari [e civili] hanno operato senza alcuna misura di protezione».
Domani terminerà l’attività della Commissione d’inchiesta del Senato–con l’approvazione o meno della relazione finale predisposta da Lidia Menapace–si dovrà quindi attendere maggio per la riapertura di una nuova commissione.






