Il mese di dicembre si sta rivelando un mese importantissimo per la raccolta di firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare che dichiara l’Italia «zona libera da armi nucleari». Le numerose associazioni locali che promuovono la campagna «Un futuro senza atomiche» approfittano infatti di tutte le iniziative di piazza di Natale, come mercatini e concerti, per organizzare i banchetti. Alcuni Comitati locali hanno anche predisposto siti web e blog per raccontare la campagna nella loro città. Questo, ad esempio, è il link del Comitato di Torino: http://unfuturosenzatomicheto.splinder.com/.
Le associazioni più vicine al mondo cristiano stanno organizzando eventi e raccolte di firme in occasione delle celebrazioni di Natale e della Giornata mondiale della pace del primo gennaio.
Anche i partiti di «La Sinistra e l’Arcobaleno», riuniti nell’assemblea alla Fiera di Roma, l’8 e il 9 dicembre, hanno deciso di contribuire alla campagna con due giorni di iniziative per rafforzare la raccolta delle firme in tutto il territorio, il 19 e 20 gennaio 2008. L’idea che si sta valutando in questi giorni è di fare di quelle due giornate un evento a scala nazionale, ma occorre quanto prima, fanno sapere dalla segreteria della campagna, definire un simbolo e un’azione conmune che possa essere replicata dal maggior numero possibile di città dai comitati locali. Qualcuno suggerisce di preparare in molte città novanta sagome di bombe in piazza [come il numero di testate atomiche annidate nel territorio italiano] per poi smantellarle, oppure di cucire lunghissime bandiere della pace da srotolare dall’alto di una torre cittadina. O ancora, di disegnare un bersaglio in piazza e poi far formare dalle persone vestite di rosso una grande X davanti al bersaglio, diffondendo volantini che dicano «Le città non sono bersagli!». Altre idee e proposte vanno inviate alla segretaria della campagna [segreteria@unfuturosenzatomiche.org] che le farà circolare per mezzo di numeri speciali della newsletter e nel sito.
Intanto, in diverse città è cominciata la certificazione delle firme raccolte. La segreteria nazionale ha provveduto nei giorni scorsi a far stampare gli adesivi per la campagna, che possono essere richiesti, insieme ai moduli per la raccolta firme, e ancora locandine e vademecum. Sono disponibili i dvd «Le gru di Sadako» e copie dell’inchiesta di RaiNews24, «Quelle imbarazzanti 90 atomiche in giardino». Sul sito, nella sezione «materiale» e in «notizie», tra le altre cose è possibile leggere il testo dell’appello dei sindaci e dei presidenti delle Province aderenti a «Mayors for Peace».
«Un futuro senza atomiche» è promosso da oltre cinquanta organizzazioni [tra cui, Arci, Beati i costruttori di pace, Carta, Fiom, Libera, Rete Lilliput, Rete del Nuovo Municipio, Un ponte per]. Il lancio della campagna è avvenuto a Ghedi [Brescia] il 30 settembre scorso dove, per primi, hanno firmato la proposta di legge d’iniziativa popolare i sindaci di Ghedi e Aviano [Pordenone], sul cui territorio si trovano le novanta bombe B61 di proprietà statunitense che la campagna chiede vengano smantellate.
Comitati locali sono stati costituti in Valle d’Aosta, Piemonte [Alba, Meana di Susa, Novara, Torino, Vercelli], Lombardia [ Bergamo, Brescia, Castenedolo, Cremona, Lecco, Lomazzo, Mantova, Milano, Monza, Sesto San Giovanni, Valle Camonica], Trentino Alto Adige [Bolzano, Rovereto], Friuli Venezia Giulia [Pordenone, Trieste], Veneto [Carbonera, Lonigo, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza], Emilia Romagna [Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia], Liguria [Genova, La Spezia], Toscana [Firenze, Livorno, Pistoia, Prato, Vernio], Marche [Fano, Macerata], Lazio [Roma, Albano, Civitavecchia, Frosinone, San Cesareo, Terracina], Abruzzo [L’aquila, Pescara], Campania [Avellino, Castellammare di Stabia, Napoli], Puglia [Bari, Latiano, Lecce], Sicilia [Gravina di Catania, Messina, Palermo, Piazza Armerina] e Sardegna [Ghilarza, Isili]. Altre notizie su www.unfuturosenzatomiche.org.






