Ogni giorno in Afghanistan muoiono novecento bambini sotto i cinque anni e oltre sessanta donne per cause associate alla gravidanza o al parto. Lo dice l’Unicef, che questa mattina a Ginevra ha presentato il rapporto «Child Alert Afghanistan», sull’emergenza quotidiana vissuta dai piccoli afghani vittime della guerra. L’Unicef stima che anni nel paese più si 60 mila bambini vivono per strada in condizioni disumane. Nei primi sei mesi del 2007 si sono registrati, inoltre, almeno 44 attacchi alle scuole, «aggravando il clima di insicurezza che blocca la scolarizzazione elementare». «Sei anni dopo la caduta dei Talebani–ha detto Martin Bell, ex inviato di guerra della Bbc e ora ambasciatore inglese dell’Unicef per le emergenze umanitarie–, questo dovrebbe essere un periodo di ripresa per gli afghani, che invece stanno entrando in una sorta di tenebre. Per farla breve, ci stiamo avvicinando al punto di non ritorno per salvare i bambini afgani». Secondo l’Unicef, inoltre, gli operatori sanitari non hanno accesso al 40 per cento del paese «e anche le aree che possono essere raggiunte dai servizi sanitari sono a rischio costante».
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