Almeno altri due militari italiani avrebbero contratto gravi malattie dopo aver prestato servizio in missioni internazionali. E’ la nuova denuncia di Falco Accame, presidente dell’Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle Forze armate [Ana-Vafaf]. Uno di loro è a Carloforte [in Sardegna], l’altro è della provincia di Salerno, ha 26 anni ed è ancora assegnato a una caserma del nordest: si è ammalato dopo essere tornato dall’Iraq. Questi due casi, spiega Accame, «hanno in comune la mancata applicazione delle norme di protezione», che aggiunge «mentre nessuna notizia è più giunta sullo stato di salute del militare tornato dal Libano il 2 giugno scorso e ricoverato al Celio».
Secondo i dati forniti dal ministro della difesa Arturo Parisi alla Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, i militari italiani che hanno contratto malattie tumorali dopo essere stati impiegati nei Balcani, in Iraq, Afghanistan e Libano negli anni 1996-2006 sono 255, e 37 di questi sono deceduti. Nello stesso decennio, ci sono stati1.427 militari che hanno contratto malattie tumorali pur non avendo partecipato a missioni all’estero. Dati, questi, contestati dalle associazioni in difesa dei diritti dei malati e delle famiglie. Secondo Accame «sta delineandosi una ben diversa estensione del fenomeno dell’uranio impoverito rispetto a quella finora ipotizzata».






