Cari amici di Carta,
sono um medico dell’associazione ALTTRiTALIA di Eboli che
lavoro come volontario in un ambulatorio mobile “dedicato” agli immigrati STP. Mi reco settimanalmente nella struttura abbandonata in località San Nicola Varco di Eboli da 8 anni.
Vi invio la lettera aperta che come associazione abbiamo diffuso in questi giorni.
Fraterni saluti, Rosario Vece Eboli (Sa)
LETTERA APERTA Senza rispetto dei diritti umani non c’è convivenza civile
al signor Prefetto di Salerno
al signor Sindaco della città di Eboli,
ai sindaci della Piana del Sele,
e ai cittadini tutti
Siamo cittadini italiani, chi impegnato da tempo in associazioni di volontariato che lavorano per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri, e chi, per impegno civile o per missione religiosa, dedica la vita agli “altri”.
Abbiamo sentito il bisogno di far sentire, in questo anno in cui ricorre il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una voce di pace nell’assordante frastuono di questi giorni.
Assordanti sono le urla e tremendi i gesti di chi ha individuato in un popolo il “nemico” contro cui scatenare rabbia e frustrazioni, con comportamenti a volte criminali, spesso indotti da campagne di stampa e televisive.
Il popolo nemico ha la caratteristica unificante dell’etnia, la razza : extracomunitari nordafricani e rom. Sembra proprio che a nulla sia servita la lezione della storia, eppure ogni anno c’è un giorno in cui si ricordano le vittime dello sterminio nazista: ebrei, rom, omosessuali, testimoni di Geova, comunisti.
Individuare in un gruppo di uomini accomunati dalla razza, cultura, idea politica, i responsabili di tutti i delitti che quotidianamente avvengono nelle nostre città è una generalizzazione innanzitutto scorretta e inutile ai fini della tanto richiesta sicurezza.
Uno dei principi fondamentali del nostro diritto (come sancito della Costituzione) è che la responsabilità del crimine è individuale e ne deve rispondere chi ha commesso il reato. E la sicurezza è garantita se il colpevole, una volta individuato, viene perseguito secondo le leggi e, soprattutto, se, una volta accertatene le responsabilità e condannato, sconta la pena nei modi e con le forme più adatte a evitare che sbagli ancora (funzione di recupero sociale della pena)!
Purtroppo in questi giorni sembra prevalere, con la tacita approvazione di larga parte dell’opinione pubblica e di alcuni rappresentanti politici, la “giustizia fai da te” .
E’ lo stravolgimento di uno dei principi fondanti della convivenza civile .
Purtroppo le violenze di gruppo dei “giustizieri” sembrano susseguirsi senza interruzione : uno dei primi episodi di assalto e di incendio delle baracche di un campo di Rom è avvenuto nella ricca Lombardia, ad Opera, l’ultimo a Ponticelli, nella periferia napoletana invasa dai rifiuti.
Questo clima ha “contagiato” anche la nostra città e l’intera piana del Sele.
Vi scriviamo perchè il morbo contagioso della intolleranza non annebbi le menti e non cancelli la volontà di conoscere realmente gli esseri umani che abbiamo di fronte, senza semplificazioni e banalizzazioni:
ROM = LADRO,
IMMIGRATO CLANDESTINO = PERICOLOSO DELINQUENTE.
Anche per questo vogliamo ribadire che :
1. non è possibile lasciar vivere in condizioni “non degne dell’essere umano” una popolazione, solo perché straniera, in un luogo come San Nicola Varco, nonostante da anni l’ALTRiTALIA abbia più volte sollecitato le amministrazioni comunali a attivare una serie di interventi per favorire l’abbandono di quelle case precarie e restituire il complesso a un utilizzo diverso, produttivo;
2. vanno utilizzati operatori sociali, per accompagnare i minori dei Rom, molti di origine bosniaca, fuggiti, all’epoca della guerra, dalla ex-Jugoslavia, alla frequenza scolastica, primo passo per promuovere l’integrazione di questi cittadini;
3. non serve continuare ad annunciare sgomberi degli immigrati che vivono a San Nicola Varco, senza programmare e attuare interventi concreti per trovare soluzioni abitative alternative per coloro che, pur con permesso di soggiorno non riescono a trovare una casa in locazione, eppure in tante riunioni si è proposto :
? l’utilizzo di numerosi immobili di proprietà pubblica, presenti nei borghi della Piana, da concedere in affitto temporaneo;
? l’attivazione dello “sportello casa” e di un “fondo di garanzia” per favorire e agevolare la locazione di immobili privati;
? l’uso di immobili confiscati alla camorra come ostelli per i lavoratori stagionali.
Attenzione, se, con la motivazione della sicurezza, si sospendono i diritti umani, si avvia la fine della democrazia e della convivenza civile.
Come si può pensare, infatti, di promuovere l’integrazione dei migranti extra-comunitari e comunitari, se una legge, assurda, sospende i diritti civili allo scadere di un permesso di soggiorno legato ad un lavoro stagionale, mentre l’attesa del rinnovo dura anche un anno !
Se si rendono ancora più complicati e laboriosi i ricongiungimenti familiari !
Se si autorizza la segregazione dei minori nei famigerati CPT !
Se si propone il reato di immigrazione clandestina !
Sentiamo il dovere di invitare i cittadini, i responsabili delle amministrazioni comunali e le autorità statali a ritrovare la fiducia nella convivenza civile, che è possibile ed è l’unico antidoto all’emarginazione e alla segregazione, non solo dei diversi da noi per razza e colore della pelle, ma anche di tutti gli “italiani” poveri .
Ma la convivenza civile può concretizzarsi solo se i diritti umani valgono per tutti e la società nel suo complesso, singoli cittadini , amministratori, tutori dell’ordine pubblico, si danno da fare per il loro rispetto e la piena attuazione : diritto all’istruzione, diritto alla salute, diritto alla casa, diritto all’infanzia libera dalla violenza, diritto al lavoro sicuro, diritto all’espressione e al rispetto delle proprie convinzioni politiche, religiose, diritto alla vita.
“…per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi sulla via della pace”
Luca 1,79
“…siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo “
Che Guevara
associazione l’ALTRiTALIA
associazione “Gueriero – Guarino”–Fresolone Cosimo
associazione L’Astonave a pedali–Leso Raffaele
associazione culturale e sportiva “Rocco Scotellaro – ribellarsi si può”–Gasparro Antonio
Centro Studi Storici Eboli–Barra Giuseppe
CNGEI Eboli–Rapaccini Maurizio
GEN gruppo Escursionisti Naturalisti–Mascolo Luigi
ONG COMUNITA’ PROMOZIONE E SVULIPPO De Giuseppe Giada
Astone Ugo
Casiello Armando
Chioccini Mario
D’Amato Clara
Del Vecchio Alfonso
Di Biase Emilio
Genovese Marco
Genovese Vincenzo
Grimaldi Anna
Grimaldi Giorgio
Incampo Valentino frate cappuccino
Iorlano Giusy
Lo Nigro Carolina
Lommi Miria
Mancino Salvatore frate cappuccino
Marrapodi Roberto
Masullo Peppe
Melillo Adelaide
Minchillo Leda Legambiente Eboli
Naimoli Adriano
Naimoli Eugenio
Palo Francesco
Pozzoli Mariella
Russo Anna terziaria francescana
Santella Michele
Sessa Filomena
Vece Rosario
Villani Matteo
Viscido Lucio frate cappuccino
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