La comunità rom di Quintiliani [Roma est], è giunta al primo mese di occupazione [una delle prima realizzate a Roma dai rom] del capannone dismesso di via Cave di Pietralata, altezza civico 81, nel Municipio V di Roma. Dopo varie minacce di sgombero dalla zona in cui vivevano da circa due anni in baracche di fortuna, ha deciso il 14 febbraio 2008 di occupare un’area abbandonata di proprietà del Comune di Roma, da anni lasciata in disuso dalle stesse autorità responsabili. La comunità rom ha ripulito e reso vivibile l’ampio cortile e il capannone in cui ora soggiornano, derattizzando e portando via i rifiuti accumulati nel tempo. In un futuro non meglio precisato, qui dovrebbe sorgere un parco pubblico, per cui l’occupazione è temporanea–spiegano i rom–, necessaria per dare una risposta immediata all’emergenza abitativa di sessanta persone, di cui la metà minore di 18 anni.
In uqeste settimane la comunità som sta impegnandosi nella scolarizzazione dei bambini e delle bambine; gli uomini hanno tutti lavoro come muratori edili e operai in imprese italiane, le donne stanno organizzandosi per costituire una cooperativa di lavori sartoriali. L’occupazione è anche sostenuta dalle associazioni di quartiere e dalle forze politiche e sociali del Municipio V. Dal quartiere, l’occupazione non è osteggiata tranne che da pochissimi cittadini.
I rom ora vogliono confrontarsi con le forze politiche del Comune e del Municipio per individuare una soluzione abitativa stabile, attraverso l’autorecupero di uno stabile abbandonato, per cui esistono per altro sia i fondi economici che le competenze lavorative.
Si è anche costituito un Comitato di solidarietà dell’occupazione della Comunità Rom di Quintiliani che ha chiesto che sia al più presto attivato il tavolo di confronto tra istituzioni locali, associazioni e comunità migranti del Municipio V, come deliberato dallo stesso Consiglio municipale.
Di seguito, l’appello del Comitato di Solidarietà dell’occupazione della Comunità Rom di Quintiliani e il link per al video registrato dall’associazione Popica [www.popica.org] su come e perché è nata questa occupazione.
Guarda il video
http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=-4891592102471853580&hl=it
Appello
Per una politica solidale con Rom e Migranti nella città di Roma
Interessate campagne politiche e mediatiche, a danno dei migranti ed in particolare dei Rom, stanno fomentando stereotipi razzisti nell’opinione pubblica, lanciando l’allarme sociale nei tessuti urbani difficili:
l’appartenere ad una cultura altra dalla nostra diventa una colpa, il disagio sociale, un reato risolto come un problema di ordine pubblico.
Nel 2007, a Roma sono state sgomberate migliaia di persone e distrutti centinaia di manufatti di fortuna, baracche e ricoveri in cui donne, uomini e bambini trovavano rifugio. La comunità rom di Quintiliani, il 14 febbraio scorso, ha occupato un capannone nella zona di Pietralata, consapevole ormai da mesi che il campo abusivo in cui viveva sarebbe stato sgomberato: ha reagito spinta dalla necessità di avere una casa. Lunedì 25 febbraio il campo di Quintiliani è stato infatti distrutto: sessanta persone, di cui la metà minori di 18 anni, aspettano una risposta dalle istituzioni municipali e comunali alla loro urgenza abitativa.
La comunità rom di Quintiliani, con il sostegno delle associazioni, sta cercando di pervenire ad una soluzione condivisa e partecipata, unica risposta possibile ai continui sgomberi a cui i Rom sono sottoposti. E a chi chiede che vengano espulsi dal territorio nazionale, ricordiamo che circa la metà di queste comunità ha la cittadinanza italiana. La soluzione dell’autorecupero di stabili abbandonati garantisce l’integrazione positiva di questo piccolo gruppo di Rom, una prima, giusta risposta alla necessità dell’abitare e pone le basi per la nascita di una possibile e necessaria rete di relazioni tra la comunità e il territorio. Una casa sicura permetterebbe ai bambini di andare a scuola, agli adulti di lavorare regolarmente e più serenamente, senza la continua paura di essere sgomberati.
Chiediamo che si arrivi a soluzioni abitative dignitose, nel rispetto della Convenzione dei Diritti dell’Uomo, della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e della Costituzione italiana.
Chiediamo che alle comunità rom e migranti sia riconosciuto il diritto a non essere perseguitati ed a vivere in soluzioni abitative degne. Chiediamo la fine degli sgomberi per la comunità rom di Quintiliani e la concretizzazione di soluzioni adatte alle loro esigenze e in accordo con la stessa comunità. Chiediamo, pertanto, l’impegno alla realizzazione di un tavolo istituzionale, come deliberato dal Consiglio del Municipio Roma V, che metta a confronto le autorità locali con le comunità Rom e migranti e la società civile. La vera garanzia per i bambini e per gli adulti rom è la sicurezza di un alloggio dignitoso, la possibilità di usufruire dei servizi di base, di andare a scuola e poter lavorare regolarmente.
Comitato di solidarietà all’occupazione della Comunità di Quintiliani
Per sottoscrivere l’appello e info: crisstella@libero.it.
Le prime firme
Alessia Montuori [Senzaconfine], Claudio Graziano e Filippo Miraglia [Arci], Alfredo Zolla [Cgil], Anna Pizzo [consigliera regionale], Andrés Barreto [Comitato immigrati], Annarta Sacco [bottega del commercio equo Tutti giù per terra], Marco Brazzoduro [docente Università La Sapienza], Action, Lega missionaria studenti, don Bruno Nicolini [Centro Studi Zingari], Popica onlus, Gianluca Carmosino [Carta], Cristina Formica [sociologa]
Tags assegnati a questo articolo: Rom






