Oggi presso il tribunale di Venezia è iniziato il processo ai No Mose con l’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio di alcuni attivisti dell’Assemblea permanente per la prima occupazione dei cantieri del Mose di San Nicolò, avvenuta nel settembre 2005.
Il processo «inizia proprio nel momento in cui ormai è confermato, dalle procedure di infrazioni delle direttive europee e da atti del ministero dell’Ambiente ma anche dall’Osservatorio naturalistico della Laguna del Comune di Venezia, che i cantieri del progetto Mose, vero e proprio ecomostro, erano e sono illegali quindi abusini e che hanno creato, creano e creeranno enormi danni ambientali al fragilissimo equilibrio della Laguna», dicono quelli dell’Assemblea permanente.
L’udienza preliminare si è conclusa da poco con il rinvio a giudizio degli imputati a cui il Consorzio Venezia Nuova–che realizza gli interventi di salvaguardia di Venezia–ha chiesto un risarcimento di 250mila euro per danni. L’accusa è pesante: sabotaggio industriale. «L’accusa ha dell’incredibile–dice Tommaso Cacciari dei No Mose–il reato è d’altri tempi ed è inadeguato a quello che è, e sarà, una manifestazione pubblica che ha di fatto bloccato i cantieri». La prossima udienza è prevista per il 16 aprile.
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