Lo sconto che cammina. Una moneta locale a Napoli

COME DIMENTICARE uno dei momenti più alti della comunicazione istituzionale del governo Berlusconi, cioè quello spot in cui il prototipo del perfetto consumatore si becca i «grazie » di amici e sconosciuti perché con lo shopping rimette in moto l’economia? Quell’inno al mercato convince sempre meno persone ma bisogna anche riconoscere che un problema c’è: da qualche parte occorre cominciare per sostenere l’economia locale. A Napoli, un gruppo di cittadini, riuniti nella onlus Masaniello, ha avuto una bella idea. Sono partiti da due dati: la produzione di beni e servizi non è mai stata così abbondante, eppure sempre più cittadini non arrivano al 27 del mese; nelle nostre città ci sono allo stesso tempo un sacco di cose da fare per migliorare la qualità della vita e migliaia di persone che sono disoccupate. Così quelli di Masaniello hanno lanciato una proposta che è stata già sperimentata in forme simili molte altre città del mondo: si chiama Scec, che vuol dire «Sconto che cammina».

Si tratta di un biglietto che assomiglia a una banconota [ce ne sono da uno, due, cinque e dieci euro], ma la differenza è che lo Scec rappresenta uno sconto, non un valore, e non è gestito dal potere finanziario, ma dalla comunità. A tutti, è il ragionamento alla base dello Scec, è capitato di comprare qualcosa da un amico che, anzi che vendercela a 10, ce la vende a 8. La particolarità del progetto è che si paga 8 ma si restituiscono i restanti 2, in segno di riconoscenza, sotto forma di Scec, di buoni sconto; il commerciante potrà rispendere i 2 Scec in un altro esercizio che aderisca al progetto. In questo modo ci guadagnano tutti: i commercianti, che si fanno conoscere e possono spendere gli Scec incassati in altri esercizi del circuito, e i cittadini, che possono acquistare beni e servizi a cui prima dovevano rinunciare per mancanza di contanti.

Tutti possono entrare a far parte del circuito: ci si può iscrivere come commercianti, come privati che hanno competenze da offrire [dal baby sitting alle ripetizioni, dai lavori di giardinaggio alla progettazione di siti web], o come semplici consumatori. Basta inserire i propri dati personali e la percentuale di sconti che si intende praticare ai soci. Gli Scec vengono distribuiti gratuitamente [bisogna solo versare un piccolo contributo per le spese della stampa]: al momento hanno aderito 273 persone, per un totale di 18.400 Scec in circolazione.

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