Ha fatto un certo scalpore nelle scorse settimane la notizia pubblicata dal quotidiano britannico The Independent sul «continente» di rifiuti rintracciato nell’’Oceano Pacifico, ormai trasformato in un’immensa discarica di spazzatura in plastica. Gli oggetti gettati in mare sono stati ammassati dalle correnti oceaniche in due zone a 500 miglia dalle coste della California e arrivano a lambire le acque del Giappone. Eppure non è accaduto nulla: stati e multinazionali non sembrano preoccuparsi. Oggi, un’altra notizia globale a proposito di frutti dello sviluppo, arriva da Repubblica che racconta [in un articolo di Cristina Nadotti, intitolato Iceberg] come in Antartide un’isola di ben 415 chilometri quadrati [cioè sette volte Manhattan] si è staccata dalla calotta polare. La causa? Tutta colpa del riscaldamento globale. E Luca Mercalli sempre su Repubblica conferma: la temperatura è cresciuta di due gradi in sessant’anni. Tranquilli, per stati e multinazionali non è accaduto nulla.
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