«La creazione di una banca mondiale per la biodiversità in Norvegia non è un’innovazione». Così Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione italiana agricoltura biologica [Aiab], commenta l’istituzione di una banca mondiale di semi [la «Global seed vault» annunciata dalla Fao] per ospitare duplicati di varietà uniche delle colture mondiali più importanti, che si trova immersa nei ghiacci dell’Artico nell’arcipelago norvegese delle Svalbard. «La conservazione e la valorizzazione della biodiversità si fa meglio e di più nelle campagne. Oggi sono i contadini i principali conservatori delle sementi nel mondo. Il mondo del bio italiano intende rafforzare il proprio ruolo nella salvaguardia della biodiversità, in un paese come il nostro, dove negli ultimi tempi si sono perse molte conoscenze e capacità in questo settore». L’Aiab, nell’ultimo anno, ha cominciato un lavoro sugli aspetti legislativi a livello europeo e un percorso per aggregare i soggetti italiani attivi nella conservazione, valorizzazione e sviluppo di varietà locali. L’associazione figura anche tra gli otto soci fondatori della Rete semi rurali [www.semirurali.net], una nuova associazione formalizzata il novembre. Informare e formare saranno i compiti principali della Rete, con l’obiettivo di mettere a sistema le diversità presenti sui nostri territori.
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