Questa mattina alle 7, senza alcun tipo di preavviso, una ventina di camionette della polizia e dei carabinieri hanno eseguito lo sgombero del centro sociale Sos Fornace di Rho. Dopo tre anni, durante i quali gli occupanti hanno riportato alla vita una spazio in disuso da oltre dieci anni, riempendolo di iniziative politiche, artistiche, culturali partecipate da centinaia di giovani del territorio, «con un’operazione di polizia si è cercato di spegnere i desideri e i bisogni delle forze più vitali della città», si legge in un messaggio diffuso dal centro sociale. Anche in questo caso, l’obiettivo dello sgombero è riconsegnare un’area della città all’ennesima speculazione; secondo alcuni, il sindaco di Rho Zucchetti e il prefetto di Milano avrebbero voluto sgomberare il centro sociale per realizzare un nuovo commissariato di polizia. «Nella città vetrina di Expo 2015 non c’è spazio per le voci critiche e per il dissenso verso il modello delle grandi quanto inutili opere, della cementificazione selvaggia, del saccheggio dei beni comuni del territorio e delle politiche securitarie e razziste che colpiscono i rom, i migranti e chiunque sia diverso». Contro lo sgombero erano state raccolte centinaia di firme tra i cittadini residenti a San Martino, il quartiere dove ha sede il centro sociale. All’ingresso del centro sociale, su un muro si legge: «Gli sgomberi non spengono la Fornace».
Tags assegnati a questo articolo: centri sociali






