Americhe
Lettera di Evo Morales all'Europa
Il presidente della Bolivia scrive ai governi europei a proposito della Direttiva rimpatrio. E ricorda quando erano gli europei a migrare, in America del nord e in America latina. «La mia solidarietà va ai 'clandestini'» [continua]
Il viaggio in Europa, ultimo atto di Bush
Il re è sempre più nudo. Eppure, minato in patria da Obama e dalle ondate di proteste contro la guerra in Iraq, si rifà in Europa. Una sorta di vacanza politica, accompagnato dalla sua Condoleezza R [continua]
La Shell chiamata in giudizio in Argentina
La multinazionale petrolifera anglo-olandese è stata citata in giudizio per i danni ambientali e alla salute dei cittadini causati dalle sue attività estrattive. L'ultimo anello di una lunga catena di procedimenti legali contro il colosso del petrolio. [continua]
Militarizzazione e petrolio in territorio U'wa
Le comunità indigene colombiane lanciano un nuovo allarme. Governo, multinazionali e attori armati collaborano per «aprire» il territorio indigeno alle attività di estrazione del petrolio.
Aprirà sede diplomatica Usa a Teheran
Il quotidiano britannico The Guardian riporta la notizia, finora non smentita dalla Casa bianca, che nel giro di «poche settimane» gli Stati uniti potrebbero aprire una sede diplomatica a Teheran. Non una vera ambasciata, ma un più modesto «centro di interessi» che però è un segnale molto incoraggiante. Tra Stati uniti e Iran non ci sono relazioni diplomatiche formali dalla crisi degli ostaggi statunitensi rapiti dagli studenti rivoluzionari iraniani nel…
La Casa bianca si lancia al salvataggio
Freddie Mac e Fannie Mae. Sono due nomi molto familiari a qualsiasi cittadino statunitense. Sono due istituti di credito immobiliare, creati durante il New Deal e che «pesano» per quasi la metà del mercato dei mututi negli Stati uniti. In particolare, i due istituti sono specializzati nei mutui dei cosiddetti «prestatori garantiti». I mutui spesso, finiscono poi nel portafoglio di altri investitori e così le due società sono state risucchiate…
Anche in Honduras si protesta contro le basi Usa
Movimenti e organizzazioni sociali dell’Honduras si preparano a ospitare il secondo introntro emisferico contro la militarizzazione e chiedono la chiusura della base di Palmarola, dove dagli anni ottanta sono «ospiti» i militari di Washington.
Rafael Correa contro i banchieri
Martedì 8 il presidente ecuadoriano ha ordinato il sequestro di 195 imprese del gruppo privato Isias, tra cui tre canali televisivi nazionali. E’ il primo atto di una campagna per recuperare i fondi pubblici usati negli anni scorsi per salvare le grandi aziende in crisi.
Oscar Olivera in sciopero della fame
Da una settimana Oscar Olivera, portavoce della Coordinadora en defensa del agua y vida di Cochabamba, in Bolivia, ha iniziato assieme ad altri attivisti dei movimenti sociali locali uno sciopero della fame per protestare contro il licenziamento di un operaio, Alejandro Saravia, cacciato dalla fabbrica di scarpe Manaco, controllata dalla multinazionale Bata. La protesta si sta allargando ai sindacati boliviani che hanno annunciato una mobilitazione contro il licenziamento. E la…
La repressione contro i Sem terra nel Rio Grande do Sul
Il governo dello stato brasiliano ha avviato una campagna politica e giudiziaria per disarticolare il Movimento dei lavoratori rurali senza terra [Mst]. E per farlo ha chiesto l’applicazione della legge sulla sicurezza nazionale, quella che nel 1964 instaurò la dittatura.
Bush annuncia più truppe in Afghanistan
Giugno è stato un mese molto duro per le truppe internazionali in Afghanistan. Quarantacinque soldati sono stati uccisi dalla guerriglia legata ai talebani. E il presidente statunitense George W. Bush ha annunciato, in una conferenza stampa a Washington, che gli Stati uniti sono pronti ad aumentare le truppe, a partire dal prossimo anno. In Afghanistan ci sono al momento circa 33 mila soldati statunitensi, tra quelli che conducono l’operazione Enduring…
Scacco alle Farc. Cronaca di una liberazione
«Quando ci hanno fatto salire sull’ elicottero eravamo molto frustrati perché ci avevano messo una specie di manette. Io non volevo neppure parlare con quella gente, volevano aiutarmi con il bagaglio e gli ho detto di no. Eravamo indignati e umiliati. Sull’elicottero volevano farci mettere una giacchetta bianca perché stavamo andando in una zona fredda, io mi sono rifiutata. Poi hanno chiuso le porte dell’elicottero e ci siamo alzati dal…
Diritti violati all'ombra delle foreste
In Cile, sindacati, movimenti sociali, ecologisti e indigeni accusano le imprese forestali di saccheggiare una delle principali risorse del paese, le foreste. Piegati all’uso industriale, i boschi cileni rivelano l’impatto territoriale delle politiche neoliberiste.
Lungo il Migrants' Trail
Il racconto del viaggio a piedi per 75 miglia lungo i sentieri battuti dai migrantes sulla frontiera tra Stati uniti e Messico. E’ il Migrants’ Trail, ogni anno, dal 2004, organizzato dalla Coalicion de derechos humanos di Tucson, Arizona.
La protesta di San Juan Sacatepéquez
Dodici comunità rurali vicino a Città del Guatemala si oppongono alla costruzione di un cementificio che, con la promessa dello «sviluppo», minaccia di distruggere i villaggi. Il governo risponde con lo stato d’emergenza e con decine di arresti.
L'occhio dei latifondisti sulla Serra do sol
Dal 29 giugno al 2 luglio saranno in Italia i rappresentanti dei popoli indigeni dello stato brasiliano di Roraima, dove latifondisti e progetti idroelettrici minacciano la Reposa Serra do sol, territorio indigeno, e le 149 comunità che ci vivono.
Uribe gioca la carta dell'appello al popolo
Il presidente colombiano, nonché migliore alleato degli Usa in America latina, Alvaro Uribe Velez ha detto che potrebbe convocare un referendum per lasciar decidere i cittadini se sia il caso di tenere nuove elezioni presidenziali, prima della fine del suo mandato. La mossa del presidente è stata provocata da un’inchiesta della Corte suprema, che ha messo in dubbio la legalità della sua rielezione avvenuta nel 2006. L’inchiesta nasce dal fatto…
Un detenuto di Guantanamo non per forza è un nemico combattente
Una corte statunitense, per la prima volta, ha respinto la classificazione iuris et de iure secondo la quale un detenuto di Guantanamo è un «nemico combattente». Huzaifa Parhat, un cinese musulmano di etnia uigura, è detenuto nella base Usa di Cuba sin da quando fu catturato in Afghanistan, nel 2001. Adesso è libero di richiedere l’immediata scarcerazione a un tribunale Usa di prima istanza. Si tratta dei primi effetti della…
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