Nei giorni scorsi una serie di scontri tra le forze di sicurezza sudanesi [Saf] e il braccio armato del governo del Sud Sudan [Splm] avevano sferzato la ricca regione petrolifera di Abyei, costringendo quasi cinquantamila persone a fuggire lontano dalle violenze. Ora, nonostante il lavoro della delegazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, che si trova in Sudan per cercare una soluzione ai problemi del Darfur, la situazione sta precipitando. Le truppe del Nord e del Sud stanno infatti convergendo verso il centro della nazione per contendersi l’Abyei, dando adito ad una guerra civile che dura ormai da vent’anni. La notizia è confermata da David Gressley, coordinatore regionale delle Nazioni Unite: «Se non calmiamo la situazione, rischiamo di rovinare l’intero processo di pace». Nessuna delle due parti sembra voler evitare lo scontro armato: l’Abyei, oltre a garantire miliardi di dollari di greggio, sta diventando il simbolo delle tensioni religiose e culturali fra un Nord prevalentemente arabo e un Sud cristiano e animista, che nel 2011 deciderà con un referendum se percorrere la strada della secessione.






