Crisi alimentare. Aboliamo la Fao

In Senegal un chilo di riso è arrivato a costare un euro, a marzo costava 22 centesimi. A Mogadiscio i commercianti rifiutano le vecchie banconote, non valgono più nulla, sono carta straccia. Migliaia di affamati si sono riversati oggi nelle strade, in protesta. Nel frattempo, la Fao chiede 1,7 miliardi di dollari destinati a fornire sementi e concimi. Uno spreco. Almeno secondo il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, che giudica la Fao «un pozzo senza fondo che inghiotte soldi per operazioni che si rivelano molto poco efficaci sul terreno». Il Fondo per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni unite dovrebbe essere abolito, «la crisi dei prezzi relativa all’aumento dei generi di prima necessità è un fiasco della Fao e del suo direttore Jacques Diouf e le lacrime di coccodrillo non cambieranno la situazione». Il presidente ha inoltre aggiunto di «aver più volte richiesto il trasferimento della Fao in Africa, vicino a coloro che pretende di accudire». La Fao ha infatti sede a Roma, lontana anni luce dalle problematiche che affliggono i paesi impoveriti. Oggi il presidente del Senegal è però più deciso: «È più realistico immaginare la chiusura della Fao destinando alcuni dei suoi progetti al Fondo per l’assistenza all’agricoltura con una sede in Africa». Non si capisce infatti perché un funzionario della Fao debba guadagnare ottomila euro mensili esentasse; e perché, chi parla di fame nel mondo, debba incontrarsi a Roma e pranzare a suon di caviale e champagne.

Tags assegnati a questo articolo: fame, agricoltura, cibo

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Bulgaria Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel