Alitalia. La cordata che non c'è

Il nuovo piano Alitalia, dopo lo stop dei sindacati, sarà presentato domani dal presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta. Sul futuro della compagnia aleggia l’ipotesi di una cordata all’italiana capeggiata da Berlusconi che continua a fare nomi di imprenditori interessati a tenere la compagnia di bandira «italiana». Quanto basta a far schizzare in borsa il titolo Alitalia, sospeso a piazza Affari anche questa mattina per eccesso di rialzo.
I primi nomi dei «salvatori del made in italy» usciti sui giornali, si tirano indietro. Scompaiono dalla cordata i figli del Cavaliere, l’imprenditore Diego Della Valle, Marco Tronchetti Provera inizialmente interessato a versare un obolo per Malpensa, Banca intesa dichiara di non essere in gioco da mesi per la partita Alitalia. Il gruppo Ligresti «non commenta» le indiscrezioni. Mediobanca dice di non avere allo studio alcuna ipotesi di cordata né di ingresso nel capitale Alitalia. L’Eni non commenta le voci secondo le quali il gruppo sarebbe coinvolto in una cordata per un’offerta Alitalia. Palazzo Chigi si limita a dire: «Aspettiamo che gli imprenditori si manifestino». Chi sono allora questi salvatori della compagnia di bandiera? Al momento i personaggi che si sono espressamente dichiarati sono tutti legati alle liste del Pdl, Gerardo Soglia, candidato in Camapania, l’imprenditore di moda Santo Versace in corsa per il centrodestra in Calabria e Francesco Casoli candidato al senato sempre per il Pdl.
Walter Veltroni tuona che si tratta solo di una trovata elettorale per guadagnare consensi, ma che questa fantomatica cordata sparirà a elezioni concluse. «La mia posizione ha dichiarato il leader Pd a Siracusa è sempre la stessa, l’accordo con Air France deve avere due garanzie: limitazione dell’impatto sociale per garantire, per quanto è possibile, il posto di lavoro così come stanno facendo i sindacati. E in secondo luogo, garantire che vi possa essere un ruolo importante per l’aeroporto di Malpensa».
Pierferdinando Casini [Udc] non ha dubbi: la cordata è una «bufala e per di più avariata». Antonio Di Pietro [Idv] accusa Berlusconi di insider trading. Facendo credere che c’è qualcuno che vuole comprare Alitalia, il Cavaliere fa aumentare il valore del titolo in borsa.
Il presidente della repubblica Napolitano si chiude nel silenzio: «Sulla vicenda Alitalia non intendo dire nemmeno mezza parola».
Al momento lo scopo dell’armata brancaleone di Silvio Berlusconi, sembra solo quello di far saltare l’offerta Air France. Il Cavaliere si difende, facendo appello alla suo istinto di conservazione della compagnia di bandiera svenduta dal governo Prodi alla compagnia franco olandese. «Io, facendo il mio dovere non solo di leader politico, ma di italiano–ha detto–ho lanciato un appello agli imprenditori italiani che avessero l’orgoglio di mantenere una compagnia di bandiera e non farsi colonizzare. Tutti gli italiani che hanno un minimo di sentimento nazionale questa cosa l’hanno capita tranne i signori della sinistra che vedo peraltro molto nervosi».
La strategia di Berlusconi è sventolare il baluardo dell’italianità per far gola a sindacati e politici a cui non piace il piano di Jean Cyril Spinetta. Ma il tempo passa e in mezzo ci sono le elezioni. Se la situazione di Alitalia non si sblocca, il nuovo governo sarà costretto a commissariare l’azienda. A quel punto effettuare i licenziamenti e sbloccare gli ammortizzatori sociali sarà compito dello Stato. Il futuro acquirente comprerebbe così un’azienda già parzialmente risanata a spese dei lavoratori e del paese. A queste condizioni il capitale di investimento si abbasserebbe e i possibili acquirenti aumenterebbero. Mercoledì 2 aprile il Governo riferirà in parlamento sulla questione Alitalia. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa parlerà di fronte alle commissioni congiunte Trasporti e Bilancio, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

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