La crisi diplomatica aperta dall’incursione militare colombiana in territorio ecuadoriano e dall’uccisione del numero due delle Farc Raul Reyes, sabato scorso, si arricchisce di un nuovo capitolo. L’Ecuador ha chiesto all’Organizzazione degli stati americani [Oas] di condannare ufficialmente il comportamento della Colombia, che ha violato consapevolmente la sovranità ecuadoriana. Il ministro degli esteri ecuadoriano Maira Isabel Salvador, parlando alla riunione dell’Oas convocata d’urgenza su richiesta del governo di Quito, ha detto che le scuse ufficiali della Colombia non bastano, ma che è necessaria un’indagine approfondita e indipendente. Per tutta risposta, l’ambasciatore colombiano all’Oas ha sostenuto che non c’è stata alcuna incursione, dato che l’attacco sarebbe avvenuto «da elicotteri che si trovavano nello spazio aereo colombiano». Intanto, emergono altri particolari sul contesto internazionale dell’attacco. Reyes, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato impegnato nella difficile mediazione per arrivare alla liberazione di Ingrid Betancourt, da sei anni prigioniera delle Farc. Alla mediazione partecipava anche il governo francese, che infatti ha criticato–anche se non con toni duri–il raid dell’esercito colombiano. Se l’Ecuador sembra orientato a puntare sull’Oas e sulla pressione internazionale, i toni rimangono alti nella polemica tra Venezuela e Colombia. Il governo di Bogotà, martedì sera, ha detto che avrebbe chiesto l’incriminazione di Hugo Chavez davanti alla Corte penale internazionale, con l’accusa di «genocidio» per l’appoggio che il governo di Chavez avrebbe dato alla guerriglia colombiana.






