Il parlamento australiano chiede scusa agli aborigeni

E’ stata una cerimonia inusuale quella che si è svolta questa al parlamento federale australiano di Canberra. I lavori della nuova sessione parlamentare sono stati aperti dal suono dei diggeridoo portati da una delegazione di rappresentanti dei popoli indigeni australiani, che hanno consegnato al primo ministro laburista Kevin Rudd un simbolico «bastone dei messaggi». Il primo atto del parlamento sono state le formali scuse del governo bianco australiano ai popoli aborigeni, vittime dello sterminio seguito all’invasione bianca e di politiche discriminatorie che continuano anche oggi. In particolare, il governo federale ha chiesto scusa per le vittime della cosiddetta «generazione rubata»: dalla fine del diciannovesimo secolo fino agli anni sessanta del novecento decine di migliaia di bambini aborigeni o meticci sono stati sottratti alle loro famiglie per essere allevati ed educati come bianchi. I popoli aborigeni, oltre alle scuse, vorrebbero un risarcimento per «etnocidio». Ma su questo terreno nemmeno il governo di Rudd è disposto a cedere.

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