Il governo australiano del primo ministro laburista Kevin Rudd ha annunciato che alla ripresa dei lavori del parlamento, il prossimo 13 febbraio, ci sarà un atto formale di scuse nei confronti dei popoli aborigeni del paese, vittime dello sterminio ai tempi della colonizzazione, ma anche della discriminazione nei decenni successivi. Oggetto delle scuse, però, sarà una politica in particolare, che gli aborigeni ricordano come «generazione rubata»: dal 1915 al 1969 migliaia di bambini aborigeni e meticci furono sottratti alle famiglie di origine per essere allevati come bianchi. Spesso, però, nelle famiglie «adottive» i piccoli venivano maltrattati e vessati, quando non usati come forza lavoro. Per i popoli indigeni australiani si è trattato di un vero e proprio etnocidio, poiché oltre al «semplice» dato numerico, è stato enorme il danno culturale. Oltre alle scuse, gli aborigeni chiedono un risarcimento, ma il governo australiano rifiuta ogni compensazione e promette nuovi fondi per i programmi di istruzione e salute dedicati alle comunità indigene.






