Il sito di Progetto Birmania ha diffuso l’elenco delle aziende italiane impegnate nelle operazioni di importazione ed esportazione verso la Birmania. E’ un elenco molto lungo, soprattutto per quanto riguarda le importazioni. In cima alla lista per il valore delle importazioni dal paese del sud est asiatico c’è la Bellotti spa, che ha ricevuto merci per oltre 7 milioni di euro. Ma ci sono anche alcuni nomi famosi, come la catena di grandi magazzini Oviesse [2 milioni 471 mila euro], Asics Italia [813 mila] la Conte of Florence [430 mila], la Auchan spa [458 mila], Bulgari gioielli [385 mila], Foppapedretti 131 Fincantieri [94 mila euro]. La voce più ricorrente è quella che riguarda il legname [parquet, teak, compensati] e poi c’è l’abbigliamento, dato che la Birmania è una delle frontiere della delocalizzazione tessile mondiale. Un altro dato interessante è il ruolo di primo piano di aziende di import-export italo-cinesi, come la Cheng Junjie, la Hai Feng e la Xin Hua Roma. Dal lato delle esportazioni, molto meno rilevanti dal punto di vista economico, spiccano le Officine meccaniche Danieli spa, che mandano in Birmania merce per quasi 56 milioni di euro. Anche in questo elenco ci sono nomi noti, come la Gio’Style [34 mila 500 euro] e la Luxottica [16 mila euro]. Si nota anche l’esportazione di vino: Agricoltori del Chianti [5450 euro], Farnese vini [6 mila] e Banfi distribuzione [6230 euro]. Due ipotesi: o sono rifornimenti ai resort turistici oppure i generali birmani amano il vino italiano. [www.birmaniademocratica.org]






