Lo scenario assomiglia molto a quello che due anni fa aveva provocato le sommosse nelle periferie francesi, e portato l’allora ministro degli interni Nicolas Sarkozy a decretare lo stato di emergenza: due giovani di 15 e 16 anni sono morti ieri pomeriggio a Villiers-le-Bel, periferia nord di Parigi, in un incidente stradale con una macchina della polizia. Secondo la polizia, la macchina «era in pattuglia e andava a velocità regolamentare, senza sirene». Poco dopo le cinque del pomeriggio la macchina «attraversando l’incrocio è stata urtata dalla moto sull’ala sinistra e i due giovani sono morti sul posto». Secondo molti testimoni, i due non portavano caschi. La voce si è sparsa subito e fino a mezzanotte la cittadina è stata teatro di scontri tra giovani e polizia. 25 poliziotti e un vigile del fuoco sono rimasti feriti, due in modo grave. Nove persone sono state fermate. Stazioni di polizia, garage, negozi e un benzinaio sono stati incendiati. Almeno 28 automobili e diversi cassonetti dell’immondizia hanno fatto la stessa fine. La stazione di Arnouville-Villiers-le-Bel, chiusa, è stata danneggiata. Una gioielleria è stata derubata, il colpevole sarebbe già stato fermato. Questa mattina il sindaco socialista del comune, Didier Vaillant, ha lanciato un appello «all’insieme degli abitanti e in particolare i giovani, a ritrovare la calma. Da ieri siamo in lutto, questa notte la città ha sofferto. Dobbiamo tutti fare in modo che questi fatti non si ripetano. Chiamo gli uomini e le donne di Villiers-le-Bel di buona volontà ad aiutarmi in questo compito». Si vedrà questa sera se l’appello è bastato a placare gli animi. Anche perché sono sempre più insistenti le voci che dicono che la macchina della polizia avrebbe percutato volontariamente la moto dei due ragazzi.
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