Gli aiuti in un paese in ginocchio

Anche le aree più isolate del Bangladesh stanno iniziando a ricevere i primi aiuti. La macchina internazionale si è messa in moto per cercare di ridurre, almeno, le conseguenze a breve termine del ciclone Sidr che ha distrutto il paese. All’ultimo conteggio, le vittime sarebbero almeno 3 mila, ma alcune stime della Mezzaluna rossa locale parlano di 5-10 mila morti. Milioni sarebbero invece le persone rimaste senza un tetto. Tapan Chowdhury, il ministro del Bagladesh incaricato di coordinare gli aiuti, ha detto che sono arrivate offerte di soccorso per oltre 100 milioni di euro, la maggior parte dei quali provengono dall’Arabia saudita. Secondo i funzionari del Programma alimentare mondiale, l’agenzia dell’Onu che i occupa di emergenze alimentari, almeno due milioni di persone sono già state raggiunte dagli aiuti. A preoccupare i soccorritori, dopo il passaggio di Sidr giovedì scorso, è la situazione alimentare. Oltre alle case, il ciclone ha distrutto le scorte di cibo e ha fatto strage degli animali da allevamento. In alcune zone, è andato perduto il 95 per cento del riso già pronto per il raccolto. Nonostante la violenza del ciclone, il numero delle vittime è relativamente basso. Nel 1991, un ciclone di potenza simile a quella di Sidr, uccise 143 mila persone. Il merito è del sistema di allarme creato negli ultimi anni.

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