Trasporti e università fermi. Domani lo sciopero del pubblico impiego

Al sesto giorno di sciopero nei trasporti, i negoziati sui regimi speciali delle pensioni non sono ancora iniziati. E non c’è traccia dei negoziati annunciati il 13 novembre scorso dalla Cgt, anzi il sindacato chiama a proseguire lo sciopero. Da mercoledì circolano solo un treno su tre [lo stesso accade a Parigi con la metropolitana]. Per il governo e il presidente, la strategia di divisione dei sindacati è fallita e la situazione è sempre più critica: devono fronteggiare un calo notevole di popolarità nei sondaggi. Sei sindacati vogliono proseguire lo sciopero, e inizieranno a negoziare da mercoledì. Domani c’è la giornata di mobilitazione del pubblico impiego alla quale parteciperanno anche gli studenti. E nelle assemblee generali di oggi i ferrovieri hanno votato per proseguire lo sciopero anche domani.
Intanto si è riunito questo fine settimana a Tours il coordinamento studentesco e ha chiamato alla radicalizzazione del movimento contro la legge Pécresse sull’«autonomia» delle università che avvia la privatizzazione dell’insegnamento superiore. Il coordinamento ha anche chiamato studenti e liceali a manifestare giovedì 22 novembre in tutto il paese. Mobilitazione da ripetere anche il 27, insieme agli altri settori sociali in lotta. Ad oggi 56 università su 84 sono mobilitate e 26 sono totalmente bloccate.

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