Mangusta e bersaglieri in azione a Farah

Venerdì mattina un convoglio di militari italiani è sfuggito a un attacco kamikaze. Un soldato italiano è rimasto ferito in modo lieve e l’unica vittima dell’azione è il kamikaze che si è fatto esplodere al passaggio del convoglio. L’attacco è avvenuto su una strada della provincia di Farah, nell’ovest del paese, quasi al confine con l’Iran. Si tratta quasi della stessa zona dove alcune settimane furono rapiti due soldati delle forze speciali italiane, poi liberati da un blitz della Nato. Secondo due articoli comparsi sul Sole24Ore il 6 e il 10 novembre, a Farah gli italiani non si starebbero limitando alle pattuglie. Il giornale confindustriale ha scritto che in almeno due occasioni sono intervenuti gli elicotteri da combattimento A129 Mangusta inviati in Afghanistan dal ministro Arturo Parisi poco prima della scorsa estate. In un caso, poi, i veicoli blindati Dardo dei bersaglieri, partiti da Herat dove ha sede il comando provinciale Nato a guida italiana, avrebbero avuto – secondo il quotidiano – un ruolo determinante nella riconquista del distretto di Gulistan. Gulistan era stata prima in mani britanniche, ma qualche mese fa era stata riconquistata dai talebani e il portavoce dell’Isaf aveva dichiarato alla Bbc, all’inizio di novembre, che la cittadina sarebbe stata riconquistata «al momento opportuno». Secondo la rivista online Analisi Difesa, nella provincia di Farah sarebbe incorso da fine ottobre un’offensiva dei talebani e i soldati italiani, assiema al contingente spagnolo, avrebbero avuto un ruolo di prima linea nel respingere i guerriglieri.

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