Come ampiamente previsto, e con qualche problema di disorganizzazione in più, Cristina Kirchner, moglie del presidente uscente Nestor, ha vinto le elezioni presidenziali argentine. All’ex primiera dama, stando ai dati ufficiali con quasi l’80 per cento delle schede scrutinate, ha avuto il 43,5 per cento dei voti. Molto distanziata la sua più diretta rivale, Elisa Carrio’, ferma al 22,6 per cento. Il margine di oltre 20 punti evita il ballottaggio tra le due candidate. Malissimo gli altri candidati, a partire dall’ex ministro dell’economia Roberto Lavagna, arrivato al 19 per cento. Rispetto alle elezioni del 2003, vinte da Nestor Kirchner, Cristina ha quasi raddoppiato i voti del Frente para la victoria, la variegata coalizione aggregatasi attorno alla continuità delle politiche economiche che hanno sì portato l’Argentina fuori dalla crisi del 2001, ma che negli ultimi mesi mostrano segni di logoramento.
La vittoria a valanga di Cristina Kirchner, prima presidente eletta della storia argentina, è dovuta anche alla rete di cooptazione e alla gestione di radicate clientele politiche che suo marito è riuscito a costruire in quattro anni di governo. La distribuzione regionale dei voti, peraltro, dimostra che il trionfo è stato costruito in provincia. Nella capitale Buenos Aires, la destra «moderata» di Elisa Carrio’ ha vinto con un distacco di dieci punti.
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