La Guelaguetza macchiata di sangue

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La festa della Guelaguetza Popular convocata dall’Assemblea Popolare del Popolo di Oaxaca [Appo] e dalla Sezione 22 del sindacato dei maestri si è conclusa con un pomeriggio di scontri tra i manifestanti e diverse forze di polizia attorno all’auditorio del Cerro del Fortin nella capitale dello stato di Oaxaca. I manifestanti, parte della Appo e di altre organizzazioni e collettivi del movimento come Vocal, aderente all’Altra Campagna, sono stati attaccati mentre si avvicinavano all´Auditorio Guelguetza per protestare contro la presenza della polizia.

La Guelaguezta Popular nasce come iniziativa contro-culturale contrapposta alla versione commerciale della ricorrenza, sponsorizzata dal governo di Ulises Ruiz Otriz. L´anno scorso, mentre la città di Oaxaca era attraversata da centinaia di barricate, l´evento turistico era stato bloccato dalla Appo. Quest´anno la minaccia da parte della Sezione 22 dei maestri di boicottare di nuovo la celebrazione ufficiale il 23 e 30 di luglio è stata una notizia di rilievo nazionale sulla quale però fino ad oggi non era maturato un consenso.

La festa che si sarebbe dovuta svolgere lunedi 16 a Oaxaca era parte di una tre giorni iniziata venerdi 14 luglio. Quel giorno però l’esercito, la polizia federale preventiva e la polizia statale avevano circondato ed occupato la zona dell´auditorium con l´obiettivo di impedire la manifestazione che era stata annunciata dalla Appo alcune settimane prima.

Venerdi 14 e sabato 15 la festa si è svolta in un clima di allegria e con la partecipazione di migliaia di persone alle attività culturali e ludiche culminate nella Calenda di sabato pomeriggio: una sfilata dei gruppi folklorici delle 8 regioni di Oaxaca per i quartieri della città con bande musicali e pupazzi giganti a cui hanno partecipato almeno 15 mila persone. La musica delle bande di ottoni si mescolava con i cori e gli slogan contro il governo e al passaggio della festa, gli abitanti dei quartieri hanno offerto cibo, dolci e bicchieri di mezcal, il forte liquore tipico di agave.

Il significato della festa, celebrata nella sua forma odierna per la prima volta nel 1938, deriva da una pratica diffusa nelle comunità indigene di scambio gratuito e rituale. Nella festa si incontrano ogni anno le rappresentanze delle diverse culture delle 16 popolazioni indigene dello stato di Oaxaca e dei municipi delle 8 diverse regioni.

Nella notte del 15 luglio la Appo aveva emesso un comunicato in cui denunciava la nuova militarizzazione della città ed uno dei portavoce della Appo, Florentino Lopez Martinez aveva dichiarato che per evitare scontri, era stato deciso di spostare la festa programmata nell’auditorium in una piazza alternativa, quella della Danza. La mattina del 16, migliaia di persone hanno iniziato a concentrarsi nel centro storico. Verso le 10 un gruppo di circa 3000 persone si è diretto verso il Cerro del Fortin per protestare contro la presenza della polizia e per esigere l´apertura dell’auditorium ai manifestanti

La manifestazione accompagnata da gruppi di ballo in maschera e da bande musicali è stata fermata dalla polizia ad un incrocio non lontano dal Cerro del Fortin. A questo punto la festa è iniziata comunque in mezzo alla strada grazie alle bande di fiati ed ai diversi corpi di ballo.

In quel momento, attorno alle 11,30, sono iniziati i lanci di lacrimogeni.
In seguito la polizia ha caricato ed ha disperso i manifestanti verso il centro. Le cariche sono state brutali, il lancio di lacrimogeni molto fitto ed i manifestanti si sono difesi formando barricate con autobus e automobili e rispondendo con lanci di pietre. Agli scontri sono seguiti gli arresti in diverse zone della città. I feriti sono decine, la maggior parte sono stati curati in abitazioni private per evitare l´arresto.
In serata il governo di Oaxaca ha presentato una inusuale lista ufficiale di 40 detenuti e detenute, tra cui 4 in ospedale a cui forse nelle prossime ore se ne potrebbero aggiungere altri. Un dato singolare è il fatto che nella lista siano inclusi i dati dei domicili delle persone arrestate mentre questo pomeriggio sono state diffuse foto di gruppi di civili armati che accompagnavano la polizia alla ricerca dei manifestanti. In città è ancora vivo il ricordo di Radio Mapache, la radio pirata del Pri che durante la repressione del novembre scorso incitava ad uccidere i manifestanti e pubblicava i loro indirizzi per indirizzare le squadracce paramilitari.
Il presidente del Messico, Felipe Calderón sta ricevendo da ieri la visita del capo di Stato spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ed oggi ha dichiarato senza menzionare la Appo, a margine di una cena di gala che «la violenza non vincerà e non convincerá».

La Appo ha emesso un comunicato di condanna della repressione nel quale si chiede la solidarietà internazionale, la liberazione di tutti i prigionieri e dei desaparecidos segnalati nelle scorse settimane e si ratifica la richiesta di dimissioni del governatore Ulises Ruiz Ortiz.

Intanto a Cittá del Messico, durante una conferenza sull´America Latina nella Enah, la scuola nazionale di antropologia e storia, con la partecipazione di storici e giornalisti, il Subcomandante Marcos ha ricordato gli scontri di Oaxaca ed ha passato la parola un giovane indigeno Mixe che ha salutato nella sua lingua ed ha aggiornato la sala, piena all’inverosimile su quello che stava accadendo.
Il duro colpo contro il movimento di Oaxaca arriva a poche settimane dalle elezioni per i deputati dello stato e il consiglio municipale che si svolgeranno il 5 agosto. Le discussioni rispetto alla partecipazione o meno nelle votazioni e la presentazione di candidati sono state molto dure all´interno della Appo fin dalla assemblea generale del 10-11 di Febbraio del 2007.

Una parte tra cui le componenti marxiste-leniniste organizzate come l´Fpr, accusato di essere il braccio civile dell´Epr ha scelto di far eleggere dei candidati in liste indipendenti e del Prd, un´altra, composta tanto da organizzazioni libertarie e magoniste, come da aderenti dell´Altra Campagna, comitati di quartiere e comunità indigene ha scelto di boicottare le elezioni e si è creata di fatto una spaccatura nel movimento. La Guelaguetza di questi giorni aveva riunito di nuovo e brevemente riunito tutti nella festa e nella identità culturale comune.

In Messico la decomposizione istituzionale, accompagnata da gravi scandali e da una corruzione rampante, sta provocando un aumento della violenza ed ha aperto il passo ad una sempre maggiore influenza di settori di estrema destra e dell’esercito. In basso a sinistra si muovono tante iniziative, le storie del passato riaffiorano e danno forza per nuove ribellioni, ma per ora l´agenda politica sembra dettata dallo stato d´eccezione permanente in difesa di una ricca minoranza di caciques.

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