Messico. Gli zapatisti incontrano i loro simili che lottano in diverse parti del mondo

Un incrociarsi di strade contadine che lottano in diverse parti del mondo. Un incontro stretto e contemporaneamente bizzarro tra mondi apparentemente diversi. Nel caracol Ejido Morelia, rappresentanti e basi di più della metà dei municipi autonomi zapatisti ricevono i “popoli” del mondo. Difficile sapere quanti zapatisti sono qui oggi, perché vanno e vengono, ma sono migliaia di indigeni, in maggioranza giovani. Per lo meno un centinaio di loro hanno preso la parola o la prenderanno questo mercoledì per spiegare qualche aspetto della loro autonomia in marcia, le forme di governo, l’applicazione della giustizia, la relazione con la terra sulla quale vivono.

Sono presenti il Movimento dei Sim Terra brasiliano e l’Assemblea dei Poveri della Tailandia. Con i maya messicani sperimentano un incrocio di codici tanto distanti e tanto uguali. Sayai ed i suoi compagni, contadini della Tailandia, con i loro appezzamenti di terra alla frontiera con la Cambogia, cercano di capire quello che vedono qui. Con le cuffiette per la traduzione (dallo spagnolo all’inglese e poi al thai) seguono il filo di questo incontro degli zapatisti con i popoli del mondo.

“Impariamo molto dell’organizzazione degli zapatisti”, dice. “Soprattutto, siamo molto ispirati da loro”. Ma Sayai ha domande concrete: chi bada alle coltivazioni di un membro della giunta di buon governo mentre sta lavorando? Ogni quanto si fanno i turni? Come funzionano le commissioni di salute? Come fa un bambino contadino a diventare un giovane maestro?

Le donne wayuu, del Venezuela, anche loro “vere contadine”, assistono alla presentazione dei commissari ejidales autonomi e degli agenti ejidales delle comunità zapatiste, dove la metà sono donne. Prendendo la parola, la rappresentante ejidale delle comunità parla “col permesso della Madre Terra e degli anziani”.
In Messico quasi non esistono donne riconosciute come autorità ejidales; specialmente nelle comunità indigene. Wayuu e purépechas, come gli indonesiani di Vía Campesina, scoprono con uguale sorpresa che qui è così. Non che non ci siano partecipanti cittadini all’incontro. Ci sono, e di molti tipi: anarchici, gruppi ecclesiali, comunisti, zapatisti europei di vecchia vicinanza, studenti universitari di almeno 30 paesi e di quasi tutti gli stati della Repubblica.

Passa nell’aria la situazione di Oaxaca e c’è attesa per conoscere le ultime notizie. Sul telo steso dal tetto di una casa in un angolo del caracol, ieri sera è stato proiettato un recente documentario sul conflitto oaxaqueño: centinaia di persone l’hanno guardato resistendo sotto la pioggia che in Chiapas non manca mai, soprattutto in estate.
L’Assemblea dei Poveri della Tailandia ha conosciuto repressioni terribili. Durante la loro manifestazione a Bangkok. Nelle loro terre del sud. Militarizzazione, arresti. Ciò nonostante, “l’assemblea è molto grande”, affermano i delegati. Possiede reti di pescatori, protezione delle foreste, movimenti contro le dighe, lotta per la terra, quartieri urbani e difesa dei diritti dei lavoratori che, come in Messico, possono cadere nella schiavitú.
La comandanta tzeltal Delia ha detto partecipando ai lavori dei municipi autonomi del caracol di La Garrucha: “Tra il 1980 e 1994 i contadini subivano la repressione. I nostri nonni vivevano in schiavitú e senza salario. Noi abbiamo sempre chiesto la terra, ma i malgoverni ce l’hanno sempre negata. Persecuzioni, prigione, case bruciate. Non c’è mai stata una vera giustizia”.

La notte tra lunedì e martedì hanno parlato rappresentanti dei caracol di La Garrucha e Roberto Barrios, della Selva e zona Nord rispettivamente. Promotori di salute che portano vaccini a quasi tutti i bambini delle comunità autonome, hanno cliniche nei capoluoghi municipali autonomi e case di salute nelle comunità.
Il caracol Nueva Semilla que va a producir, di Roberto Barrios, inserisce alcune definizioni pedagogiche: “Insegniamo ai bambini a condividere, non a competere”; “L’insegnamento ufficiale non si occupa di quello che interessa alle comunità”; “L’educazione autonoma prepara i bambini a lavorare con le loro comunità, non a essere disoccupati, come fa la SEP”.
I delegati contadini del mondo arrivati qua, incrociano le loro strade con nuove generazioni di zapatisti, cresciute in resistenza e guerra di bassa intensità, e che insieme agli adulti interagiscono direttamente nella costruzione dall’autonomia, ed in molti casi nelle sue strutture di governo. Giovani che insegnano sempre. E sempre apprendono.

Traduzione Comitato Chiapas “Maribel”–Bergamo

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