In Toscana si torna a parlare di acqua. I sindaci delle maggiori città toscane, tenendo all’oscuro i consigli comunali e passando sopra le teste dei sindaci degli altri comuni, piccoli e medi, hanno infatti deciso il futuro dell’acqua della regione sulla base di un solo semplice criterio: accorpare le gestioni nelle quali il socio privato è lo stesso è ha come capofila Acea e Suez. Il movimento per l’acqua pubblica chiede che i consigli comunali di tutti i 161 comuni interessati possano riunirsi e discutere in modo libero e consapevole per consentire una diretta partecipazione dei cittadini. Per questo, il 9 febbraio si svolge una giornata contro la privatizzazione del servizio idrico in Toscana: sarà organizzato un’assemblea alla sala grande dell’Arci [piazza dei Ciompi 11, a Firenze] dove intervengono Tommaso Fattori, Corrado Oddi, Luciano D’Antonio e numerosi rappresentanti di movimenti e comitati dell’acqua di altre regioni. Nel pomeriggio, tavola rotonda «Movimenti e partiti: quali strategie per la ripubblicizzazione dell’acqua in Toscana?» con la partecipazione di Marco Bersani del Forum italiano movimenti per l’acqua e i rappresentanti regionali di Prc, Sd, PdCI, Verdi e di Unaltracittaunaltromondo. In serata [ore 20], fiaccolata sull’Arno, fino alla stazione ferroviaria del quartiere Le Piaggie.
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