Sono ancora nel carcere romano di Regina Coeli, Luca Blasi, Paolo Di Vetta e Marco Coniglio, insieme ad altri due attivisti del Blocco precario metropolitano e Asia-Rdb dopo lo sgombero violento della tendopoli allestita in piazza San Marco, a Roma. I cinque resteranno in carcere ancora stanotte. Il Gip deciderà domani sulle misure cautelari [tre in carcere e due ai domiciliari] chieste dal pm De Gasperis. L’accusa è «resistenza aggravata e lesioni», nonostante tutte le immagini dello sgombero pubblicate dai giornali mostrino gente trascinata via di peso dalla polizia e caricata sulle camionette. La «pericolosità sociale» è dunque il pretesto per trattenere tre persone in carcere e altre due ai domiciliari. Insomma, torna di moda l’equazione per cui chi si impegna nelle lotte sociali viene considerato un soggetto socialmente pericoloso.
Sull’occupazione simbolica degli appartamenti della Bufalotta, da cui è nata poi la tendopoli a piazza Venezia, la procura ha avviato un’indagine a parte, per invasione di edifici. Si presume quindi che oltre ai nove fermi, arriveranno altre denunce. Questa sembra essere la risposta che il Viminale e Francesco Rutelli, forse futuro sindaco di Roma, vuol dare ai movimenti. «C’è stata una grande polemica sull’occupazione alla Bufalotta – ha detto ieri il candidato sindaco del Pd e della Sinistra Arcobaleno–Sono stato duro su questa faccenda». Di sicuro il messaggio è arrivato chiaro agli attivisti che martedì mattina sono stati svegliati nelle tende dalla polizia a manganellate. Di sicuro lo ricorderà anche la ragazza incinta portata in ospedale con due costole rotte. Intanto, in città ogni giorno vengono emessi ventotto provvedimenti di sfratto.
Ieri c’è stata un’affollatissima assemblea proprio a piazza San Marco, dov’era stata allestita la tendopoli. Nel centro di Roma insieme ai centri sociali, tutti i movimenti di lotta per la casa [Action, Coordinamento di lotta per la casa, Comitato di lotta per la casa, Asia-Rdb] e comitati di quartiere hanno condannato l’accaduto sempre più decisi a continuare la loro battaglia per il diritto all’abitare. All’assemblea hanno partecipato diversi esponenti politici e istituzionali della Sinistra arcobaleno.
La protesta dei senza casa è proseguita alle 13 di oggi, quando un’ottantina di attivisti del Blocco precario metropolitano e Asia-Rdb, è entrato nella sede del Coordinamento per Rutelli Sindaco, situato in piazzale della Radio. Durante Il presidio pacifico hanno incontrato l’assessore alle politiche culturali di Roma Silvio Di Francia e Patrizia Sentinelli, coordinatrice della Sinistra arcobaleno. I due rappresentanti istituzionali si sono detti disponibili a fissare un tavolo di trattativa, promesso ieri anche dal prefetto Carlo Mosca, tra movimenti di lotta per la casa, Acer [l’Associazione di categoria dei costruttori di Roma] e istituzioni locali. Obiettivo del tavolo raggiungere un accordo per destinare almeno il 15 per cento delle nuove costruzioni della capitale all’edilizia pubblica.
Nel pomeriggio la consigliera regionale Anna Pizzo [Prc indipendente] è entrata nel carcere di Regina Coeli per fare visita a Luca Blasi, Paolo Di Vetta e Marco Coniglio. Al momento «sono in una cella, che doveva essere l’ex sala computer–racconta Anna Pizzo–senza brandine ma con dei materassini per terra. Dividono quello spazio con altri cinque detenuti. Il loro umore sembra leggermente migliorato rispetto a due giorni fa. Sperano, soprattutto, che domani il giudice per l’indagine preliminari si esprima positivamente rispetto alla sospensione delle misure cautelari». Sempre domani, resta confermata la manifestazione cittadina che partirà dal quartiere Esquilino alle 17 per raggiungere piazza Venezia.
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